Aprile 2003 - n. 1


In Copertina

Editoriale

Parrocchia News: Prima Confessione - Gioca-Estate - Pellegrinaggi

L'angolo della Parola: Dalla prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi

Pastorale dei fidanzati in parrocchia

L'intervista: Parrocchia e oratorio cittadino (intervista a Valentina Bellomaria)

Santi Agostiniani: Santa Monica, madre di S.Agostino

Le parole chiave della fede: La Trinità

E' successo in parrocchia

Tour in Chiesa: La Croce sagomata

Io rifletto così (pensieri di una parrocchiana)

Cristiano, dì qualcosa di Chiesa

Gli SMS della fede


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In Copertina 

di Padre Giustino - parroco

La Buona Notizia è il nuovo nome del nostro giornalino parrocchiale.
Buona notizia è ogni gesto, ogni fatto di bontà, di servizio, di giustizia, di pace che avviene nel mondo ogni ora, ogni momento. La realtà è piena di buone notizie, molto di più di quanto tv e giornali possano farci credere. 
La buona notizia per eccellenza, quella che dovrebbe sempre avere l’onore della prima pagina, è il bene che Dio vuole per tutti, l’amore che ha per ciascuno di noi. 
La buona notizia è Gesù di Nazaret colto nella sua ora più importante: un amore che si dona fino alla morte in croce, un amore vittorioso sulla morte. La buona notizia coincide con la Pasqua di Gesù; sono gli eventi del Venerdì santo, del Sabato santo e della Domenica di resurrezione. 
Il nostro giornalino vorrebbe portare nelle vostre case un raggio di luce e una ventata di speranza. Nel 2003 usciranno 4 numeri; lo riceverete a casa tramite i nostri volontari “postini parrocchiali”.
Grazie della vostra accoglienza al nuovo giornalino e buona Pasqua.


 

   

Editoriale 

a cura della Redazione

Carissimi Parrocchiani,
siamo la nuova redazione del giornalino che, come vedete, ha cambiato nome e veste grafica.
Innanzitutto, vogliamo esprimere un grazie caloroso alla precedente redazione del giornalino (Quattrochiacchiere) per aver promosso questa esperienza editoriale e per l'impegno profuso fino all'ultimo numero pubblicato.
Noi vogliamo continuare il lavoro iniziato avendo un desiderio: fare un giornalino cattolico che ha chiari i punti di riferimento di fede e di dottrina per capire, interpretare e stare nel mondo da cristiani.
Vi promettiamo che,con l’aiuto di Dio, ce la metteremo tutta per realizzare questo desiderio, confidando anche nel Vostro aiuto e nella Vostra preghiera.
Siamo aperti, infatti, al contributo di chi ha cose da dire e che interessano la nostra parrocchia e la nostra città.
Buona lettura.

 


 

   

Parrocchia News 

Aspettando la prima Confessione.
I bambini della 3a elementare si stanno preparando a ricevere il Sacramento del Perdono. Faranno la prima Confessione della loro vita domenica 4 maggio, al pomeriggio, mentre al mattino c'è la discesa dei Ceri. In attesa dell'evento per domenica 6 aprile hanno organizzato scenette, rappresentazioni e lavori pittorici sul tema del peccato e del perdono; i bambini faranno rivivere ai loro genitori la parabola del figliol prodigo, l'incontro di Gesù con Zaccheo, la conversione della Maddalena.

Gioca-estate con la piscina.
Dal 16 al 28 giugno si svolgerà in parrocchia il gioca-estate. L'attrazione principale saranno i giochi sull'acqua, in una piscina di 20 metri per 10. Al mattino il gioca-estate è per i bambini dalla seconda alla quinta elementare. Al pomeriggio ci sarà un torneo di calcetto sull'acqua per i ragazzi. Dopocena, invece, tutti in acqua per giocare a pallavolo con in campo almeno 3 donne. Le iscrizioni a inizio giugno.

Pellegrinaggi 
• giovedì 1 maggio: Pellegrinaggio a Cascia-Roccaporena (1 giorno)
• lunedì-martedì 9-10 giugno: Pellegrinaggio a Greccio-Cascia-Spoleto (2 giorni-1 notte)
• mercoledì 9 luglio: Gita a Mirabilandia (1 giorno)
• lunedì-giovedì 8-11 settembre: Pellegrinaggio a Lourdes in aereo (4 giorni-3 notti)
• sabato-lunedì 8-10 novembre: Pellegrinaggio a s.Giovanni Rotondo-Pompei (3 giorni-2 notti)
Le iscrizioni si fanno in parrocchia


 

   

L'angolo della Parola 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo

di Luigi Girlanda

"Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! (…) Ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini." (1 Cor 15, 12-13. 17-19).
Si avvicina la Pasqua, l'avvenimento centrale di tutta la fede cristiana. E' bene quindi tornare a riflettere su questo testo dell'apostolo Paolo, che ci fa capire come la risurrezione di Cristo sia il cuore della nostra fede, a tal punto che, tolta questa, il cristianesimo non ha senso di esistere. Solo la reale, autentica, storica risurrezione di Gesù è la nostra unica speranza. Tutte le ideologie che l'uomo ha elaborato, indicando altre speranze al di fuori di questa, si sono trasformate in fallimenti e incubi infiniti. Lo stesso vivere da cristiani è illusorio se non crediamo che Gesù è risorto davvero e che esiste la vita eterna. Se la nostra vita si esaurisce in questi pochi anni che viviamo sulla Terra, allora anche i valori morali cristiani sono un incubo. Senza la vita eterna il vangelo è il perfetto manuale dell'illuso e del fallito. Paolo lo dice chiaramente: "se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini”. Dobbiamo quindi trovare il coraggio di riannunciare al mondo questa speranza; l'unica, vera buona notizia che il cristiano può dare ai sofferenti, agli amareggiati, ai delusi, agli sconfitti, ai disperati: “Cristo è risorto. Esiste la vita eterna. Dio ti ama e vuole che anche tu possa partecipare alla risurrezione di Gesù. La morte, per quanto tragica, non è l'ultima parola sulla tua vita. Potrai rivedere i tuoi cari e vivere per sempre felice insieme a loro nell'amore di Dio. La tua vita è destinata all'eternità”. Una buona notizia vera, che purtroppo non sentiamo annunciare quasi più, nemmeno in tanti giornali che pur si definiscono cristiani.


 

   

Pastorale dei fidanzati in parrocchia

di Giuseppe Catalano

Dal 21 gennaio al 16 marzo di quest'anno si è tenuto il corso di preparazione al matrimonio per i fidanzati che nella nostra parrocchia si apprestano a fare questa scelta fondamentale.
Molte tematiche sulla coppia cristiana sono state affrontate invitando a relazionare esperti laici e religiosi. Negli incontri sono stati analizzati anche i condizionamenti e cambiamenti sociali che vanno a toccare le scelte fondamentali della coppia, oltre che nel campo spirituale, anche nei campi della fecondità e dell'etica nella famiglia. 
Il tutto in un clima di condivisione e rispetto delle opinioni di ciascuno e stimolati da una “equipe” di coppie già sposate che riportano la propria esperienza familiare.
Il percorso seguito ha mirato a far prendere maggiore consapevolezza ai fidanzati nei riguardi del valore del matrimonio come “Sacramento” e come “Vocazione”.
Le 18 coppie di fidanzati iscritte hanno partecipato, infine, ad una giornata di ritiro sul tema del dialogo nella coppia presso l'Eremo di Caresto in S. Angelo in Vado (PU) ed infine in parrocchia ad una liturgia penitenziale ed una serata in clima di convivialità.

   


 

   
L'intervista 

Parrocchia e oratorio cittadino

intervista a 
Valentina Bellomaria

Valentina,cosa fai nell'Oratorio cittadino?
Io sono la responsabile del settore artistico-espressivo che riguarda attività come la danza, la recitazione, le attività pittoriche e così via. L'impegno principale però l’ho avuto con lo spettacolo musicale sulla vita di S.Ubaldo che ha coinvolto diversi ragazzi di molte parrocchie della Diocesi. Della nostra parrocchia ci sono anche Andrea Pierotti,Francesca Fuina e Padre Francesco Menichetti.

A quali fasce di età è rivolto l'oratorio cittadino e quali sono le proposte più importanti?
L'oratorio è rivolto alla fascia dei giovani dai 14 ai 20 anni circa,quella che forse con più fatica gravita nelle nostre parrocchie. La sfida è riuscire ad avvicinare tutti i ragazzi. Le attività più importanti sono quelle musicali con corsi di strumento e di canto e l'uso di una sala prove insonorizzata. Altri momenti sono quelli di animazione della domenica con giochi,merende e proposte dettate dalla fantasia degli animatori e dei ragazzi. Al momento sta partendo anche un giornalino.

In oratorio si celebra la Messa la Domenica e ogni giorno c'è anche la preghiera?
Dieci minuti prima dell'apertura e una mezz'ora prima della chiusura noi animatori abbiamo un semplicissimo momento di preghiera che è aperto anche ai ragazzi, se lo desiderano. Ci serve per non farci assorbire troppo dalle attività da fare e per aiutarci a riportare tutto nelle mani di Chi veramente cambia le cose e le persone. La Messa, invece, non viene celebrata perché è giusto che ognuno vada nella propria parrocchia.

Perché un ragazzo o una ragazza di 15 anni dovrebbe venire in oratorio?
Io credo che un ragazzo che entra in oratorio trova cose normali con cui divertirsi e a volte su cui riflettere. Ci sono persone con cui instaurare relazioni vere e di amicizia profonda. Ci teniamo che si respiri un clima familiare, dove i ragazzi ricevono l'attenzione che spesso fuori non trovano perché hanno tante amicizie alcune volte superficiali.

Hai qualcosa da dire alla nostra parrocchia riguardo l'oratorio cittadino?
Sono molto contenta dell'impegno che la nostra parrocchia sta mettendo nell'oratorio cittadino perché penso sia segno di una comunità che cresce e si apre all'esterno verso l'accoglienza dell'altro. La povertà non più materiale di tanti giovanissimi ci sconvolge quando viene fuori in modo violento, ma è da prima che bisogna affrontare questi bisogni. Il nostro vescovo ha definito i giovani come la Chiesa giovane di Gubbio ed è giusto investire energie sulle loro potenzialità.


 

   
Santi Agostiniani 

Santa Monica, madre di S.Agostino

di Francesco Piccotti

Monica nacque a Tagaste (Algeria) nel 331. Andò sposa in giovane età a Patrizio, dal quale ebbe due figli, Agostino e Navigio, e una figlia di cui ignoriamo il nome. La sua vita non fu una vita tranquilla: ebbe molte afflizioni per il comportamento del marito, di carattere difficile e facile all'ira; ma ebbe la consolazione di portarlo al fonte battesimale un anno prima della morte. Rimasta vedova, tutte le sue cure si volsero al figlio Agostino, più ribelle alla grazia, intelligente ma svogliato. Per lui pianse e pregò. Recatasi da un vescovo, affinché parlasse con il figlio, ottenne questa risposta: “Non può essere che il figlio di così tante lacrime si perda”. Monica, con l'assidua, fiduciosa preghiera e le sue lacrime d'implorazione, ottenne la trasformazione spirituale del figlio. Agostino ricevette il battesimo nel 387. Nelle “Confessioni” delinea così la figura di sua madre: “Ella mi ha generato sia con la sua carne perché venissi alla luce del tempo, sia con il suo cuore, perché nascessi alla luce dell'eternità”.
Le ultime parole di Monica scambiate con Agostino ad Ostia ci danno l'immagine della sua anima: ”Una sola cosa mi faceva desiderare di vivere ancora un poco: vederti cristiano prima di morire. Dio mi ha concesso più e meglio”.
Morì ad Ostia nel 387 a 56 anni.


 

    
Le parole chiave della fede 

La Trinità

di Luigi Girlanda

A molti giovani questa parola evoca subito alla mente un film del nostro caro amico “eugubino” Terence Hill: “Lo chiamavano Trinità”. Per i cristiani, invece, essa rappresenta la natura stessa di Dio. Molti sembrano dimenticarlo. In effetti, se chiediamo in giro qual è il nome di Dio nella religione islamica, tutti rispondono senza esitazione “Allah”. Alcuni sanno anche il nome proprio di Dio nella religione ebraica: “Jhavè”. Ma se provate a fare la stessa domanda a proposito del Dio dei cristiani, sentirete risposte di questo tipo: “Ehm… Dio… no, forse Gesù… mi sembra Signore…” etc.. A pochi viene in mente di dire che il Dio dei cristiani è la Santissima Trinità. C'è comunque da capirli. In effetti, la religione cristiana può sembrare un po' complicata in questo. Siamo monoteisti, su questo nessun dubbio. Però, nello stesso tempo, dobbiamo dire con chiarezza che il nostro è un monoteismo particolarissimo. Noi crediamo che Dio, pur essendo UNO, in Se stesso non è solitario, ma è “comunione di tre Persone” (Padre, Figlio, Spirito Santo). Tre Persone realmente distinte tra loro (il Padre non è il Figlio, lo Spirito non è il Padre…), ma non disgiunte; esse formano un unico e solo Dio. Pensiamo per un attimo a quando facciamo il segno della croce; diciamo: “Nel nome (al singolare, perché è un unico e solo Dio) del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. E' chiaro, quindi, che essendo un solo Dio, le tre Persone sono uguali nella loro eternità e nella loro divinità. Non bisogna credere che il Padre sia un Dio di serie A e il Figlio un Dio di serie B. Tutte cose che già sappiamo, certo. Però non è male ogni tanto rimettersele in mente. 


 

   
E' successo in parrocchia 

 

Domenica 23 febbraio è stato ospite della nostra parrocchia il dott. Alberto Virgolino, ginecologo a Terni e Presidente per l'Umbria del Movimento per la Vita.
Dopo aver pronunciato l'omelia alla messa delle 11.15, il dott. Virgolino ha intrattenuto nel pomeriggio dapprima gli aderenti zonali al CAV e, successivamente, le coppie di fidanzati che seguono il corso in preparazione al matrimonio cristiano, trattando i temi dell'aborto e della fecondazione artificiale. Ne parleremo di nuovo; per ora, bastino ad interrogare con inquietudine le nostre coscienze i quattro milioni di aborti praticati in Italia dall’entrata in vigore della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Lo scorso 11 gennaio una simpatica “orda” di parrocchiani festanti si è abbattuta su Roma, dove, nella Chiesa di Santa Maria del Popolo è stata celebrata l'ordinazione sacerdotale di padre Francesco Maria Giuliani, che tutti noi abbiamo avuto la grazia di conoscere e stimare.
E' stata veramente una giornata da incorniciare: sole, temperatura mite, Musei Vaticani e Cappella Sistina hanno fatto da eccellente contorno alla ordinazione celebrata dal vescovo ausiliario di Roma mons. Luigi Moretti, proprio nella Chiesa che ha visto nascere gli agostiniani nel 1256. Ringraziamo il nostro caro amico p. Francesco Maria per averci voluto ricordare con affetto al termine della Messa e gli rammentiamo l'impegno preso davanti al Padre Provinciale di non dimenticare la nostra comunità!
A p. Francesco Maria, destinato attualmente a Santa Maria del Popolo, dove avrà meglio occasione di continuare i suoi studi biblici, porgiamo i nostri più sinceri auguri di una santa e proficua azione pastorale.


 

   

Tour in Chiesa

La Croce sagomata

di Lamberto Padeletti

Voglio iniziare questo viaggio alla conoscenza delle opere d'arte della nostra chiesa, facendo tappa davanti al crocefisso ubicato sul presbiterio sopra l'altare del Santissimo Sacramento.
Stando a quanto ci dice la guida della chiesa di recente pubblicazione, si tratta di una croce sagomata in legno risalente al 1500 ed attribuita a Ventura Merlini.
Vi è dipinto Gesù crocifisso su uno sfondo di cielo stellato; agli estremi della croce in alto e laterali è dipinta la figura a mezzo busto di Dio Padre benedicente, san Giovanni Evangelista orante e la Vergine addolorata.
Precisati questi dati storico-artistici, questo crocifisso mi induce a fare brevi riflessioni sul significato della croce.
Nella storia del cristianesimo la croce è stata ed è il segno distintivo per eccellenza del cristiano; è, in particolare, la sintesi più alta della vita cristiana: il braccio verticale della croce rappresenta l'essenziale rapporto con Dio ed il braccio orizzontale il rapporto altrettanto essenziale con gli uomini, quasi a dire che il cristiano vive di Dio nel mondo.
La croce, poi, illuminata dalla resurrezione, indica la via della perfezione cristiana: non è il segno di una sofferenza subita, inutile e senza senso, ma di una sofferenza scelta per amore e, pertanto, fatta propria nella convinzione di compiere la volontà salvifica di Dio.


 

   

Io rifletto così

pensieri di una parrocchiana

Sono soltanto e genericamente per la pace o sono una persona che ha la pace nel cuore e la diffonde?
“Niente ti turbi, niente ti spaventi, a chi ha Dio niente manca.”
Mi sento grata a Dio e a chi ho vicino per ciò che sono e ho ricevuto? Oppure mi sento sempre vittima di qualche torto subito, di un'ingiustizia, di una malattia, della solitudine, dell'indifferenza e quindi in diritto di reagire criticando, giudicando, prendendomela con chi mi ha danneggiato non sapendo fare il suo dovere (il prete, il dottore, il negoziante, l'insegnante, il tale politico…)?
Ho quell'inquietudine che mi spinge a desiderare sempre qualcosa in più, a cercare di ottenere a tutti i costi quello che mi manca per essere felice pienamente, senza potermi sentire però davvero soddisfatta? 
Oppure so cercare l'essenziale e il “tesoro” davanti al quale tutto il resto è “spazzatura”?
Ho quella felicità nel cuore che traspare da un sorriso, una parola, un gesto e che sa acquietare quelle ansie e tensioni che rendono molto spesso faticosa, pesante e triste la vita anche di chi mi sta vicino?


 

   

Cristiano, dì qualcosa di Chiesa

di Stefano Maria Rizzi

Parafrasando l'ormai celebre frase di un noto regista, ho pensato a questo titolo per tale rubrica che tratterà delle urgenze e dei fatti di attualità secondo l'ottica della Chiesa.
Mentre scrivo non mi è dato di sapere quale corso avranno preso gli eventi relativi alla paventata guerra in Iraq; anche se la fede e la ragione mi inducono a sperare nel raggiungimento di accordi che possano condurre ad una pace vera (cosa ben diversa dal pacifismo, espressione a volte miope e di parte di chi pensa che pace sia solamente assenza di guerra), duratura e fondata sul rispetto dell'uomo. Pace in Iraq, come in ogni altro angolo del mondo dove ci sono persone che soffrono e muoiono a causa della guerra. Molti ignorano, infatti, che oltre un'ottantina sono i conflitti aperti oggi nel pianeta per motivi etnici, religiosi - i cristiani sono i più perseguitati- , politici, economici,….
La guerra nasce dalla mancanza di amore anche solo inteso come rispetto dell'altro, dalla paura, dal pensare che l'altro ci voglia togliere qualcosa.
La pace, oltre che un dono di Dio, è una conquista che presuppone libertà e condizioni economiche compatibili con un'esistenza dignitosa. “E' frutto della giustizia ed effetto della carità” (Catechismo della Chiesa cattolica).
“Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9); ma chi sono questi operatori di pace? Forse i potenti cui sono affidate le sorti del mondo? Troppo comodo delegare ad altri i compiti propri di ognuno.
Se la pace non alberga nei nostri cuori, perché dovremmo pretenderla in quelli degli altri? Proprio questo dilemma -confesso anche personale- mi ha spinto ad esternare queste riflessioni sul tema della pace.
Se non siamo capaci di perdonare il gesto che ci ferisce di un amico o di sanare le incomprensioni con un collega, di chiarire senza polemizzare i differenti punti di vista, di salutare il vicino di casa con cui abbiamo frequenti diverbi per i rumori notturni o la pulizia delle scale, di abbracciare il compagno di scuola con cui abbiamo litigato,…in una parola: se non siamo capaci di amare il nostro prossimo, come possiamo parlare di pace, manifestare per la pace, ostentare bandiere con la scritta “pace” su palazzi pubblici dove la politica troppo spesso è fonte di accesi contrasti se non di odio e di divisione? Contraddizione, ipocrisia…?
Il maligno (diavolo significa etimologicamente colui che si interpone e, quindi, divide) vuole portare divisione in tutte le nostre realtà sociali, soprattutto impedendo il dialogo, e continua a pungolarci nell'orgoglio: ”…hai cominciato tu,…se tu non lo avessi fatto…., allora gliela faccio pagare”. Da frasi come queste nascono le guerre che non sono solo quelle tra Stati, ma anche nelle case, dove sconfitta e distruzione è il silenzio assordante di due sposi che si ignorano, dove morte e disperazione è l'assassinio (legalizzato o meno) di un bambino non ancora nato, dove tristezza e miseria è il non avere un futuro da dare ai propri cari. 
Famiglie sfasciate, parenti che non si salutano, amici che si dividono per il diverso colore politico…quante miserie ci impediscono di essere in pace con noi stessi e con gli altri! Quante guerre nel nostro vissuto quotidiano! Quante occasioni perdute per chiarirsi! Quante realtà insostenibili! 
Apriamo le porte a Cristo, come ci invita a fare il Papa, apriamo i nostri cuori al dialogo ed all'ascolto, eliminando i nostri preconcetti, condividiamo le nostre miserie, il peso dei nostri problemi. Lasciamoci illuminare da Colui che è la pace.
“Pace a voi” dice Gesù agli Apostoli una volta risorto; pace vera nel cuore e pace con gli altri.


 

   

Gli SMS della fede

a cura di Fabio Vantaggi

Gesù ci dimostra il suo amore
portando la croce.
Ma lo stesso vale per noi:
nella sofferenza
dimostriamo il nostro amore
per Lui.