Luglio 2003 - n. 2


In Copertina

E' successo in parrocchia: Maggio sotto le stelle - "Giocaestate"

L'angolo della Parola: La legge nuova di Gesù

Sant'Agostino, vescovo e dottore della Chiesa

L'intervista: Pastorale giovanile e parrocchia (intervista a Mauro Pierucci)

I santi Mariano e Giacomo e i ministeri laicali

Le parole chiave della fede: L'Incarnazione

Tour in Chiesa: Gratiae Mater

Cristiano, dì qualcosa di Chiesa: Profezia di preghiera

Gli SMS della fede


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In Copertina 

di Padre Giustino - parroco

Abbiamo scelto come copertina la facciata della nostra parrocchia perché siamo contenti di far parte della Chiesa. La Chiesa è la comunità dei salvati, è il Corpo di Cristo. Gesù ha voluto fondarla sulla roccia della fede di Pietro: "Tu sei Il Cristo, il Figlio di Dio... in nessun altro c'è salvezza". Il bello di allora e di sempre è che il Signore ha affidato la sua Chiesa una, santa, cattolica e apostolica a degli uomini deboli e peccatori, dotandola come sua sposa di tutti i mezzi e i poteri per condurre l'umanità alla pienezza della vita. La Chiesa è necessaria a noi e al mondo come l'acqua e la luce, il sale e il lievito. Anch'io, anche tu, anche voi ne fate parte in questa piccola porzione che è la parrocchia e la diocesi. E' dono per essere felici, è responsabilità per donare felicità. S. Agostino affermava che si possiede lo Spirito Santo nella misura in cui si ama la Chiesa. E' questo che auguro a tutti voi.


 

   

E' successo in parrocchia 

di Nicoletta Fiorini
e Francesca Sannipoli

MAGGIO SOTTO LE STELLE
Per tanti parrocchiani, nel mese di maggio, la recita del Santo Rosario è stato motivo di comunione e di gioia. Numerosi si sono ritrovati ogni sera sotto un cielo stellato , grazie alla clemenza del tempo, nelle varie piazzette delle famiglie ospitanti la Madonnina. Le serate sono state organizzate con grande cura, con la preparazione di un altare ornato da numerose piante e fiori e di numerose sedie per tutti quei bambini, quei giovani, quegli anziani che si sono stretti con amore intorno a Maria affidando a Lei le proprie lodi e le proprie preghiere. Ormai il Rosario nelle piazze è diventato un appuntamento fisso che ci unisce e ci fa fratelli sotto il manto di Maria, la Mamma di tutti.

GIOCAESTATE”: L’ESPERIENZA DI UNA ANIMATRICE
Quando racconti in giro che fai l’animatrice al “Giocaestate” di S.Agostino e che quindi fai giocare dalle 9:30 del mattino alle 12.30 un centinaio di bambini, la prima cosa che ti senti chiedere è: “Ma chi te lo fa fare?” Bella domanda.
In realtà sono diversi i motivi che spingono a prenderti questo impegno. Prima di tutto passi molto tempo con i tuoi amici e crei un’intesa più profonda con loro, e poi instauri un rapporto bellissimo con i bambini, che non ti vedono solo come una ragazza poco più grande di loro, ma proprio come un vero adulto. Sembra strano ma, in questi 15 giorni, diventi un modello a cui si rifanno… ed è una responsabilità! E non è l’unica…!!
Ma il “Giocaestate” non è solo questo; è soprattutto divertirsi insieme, tutti insieme, dagli animatori agli “animati” e, perciò, questo è un divertimento diverso da quello solito dei ragazzi di 17-18 anni, quali siamo noi animatori, perché ti diverti facendo giochi in compagnia di tanti bambini.
Ed è questo che speriamo rimanga del “Giocaestate”: quando tutti, ripensandoci, ci ricorderemo dei mille momenti che ci hanno fatto sorridere e crescere. Ma, soprattutto, ci auguriamo che i bambini si ricordino di noi animatori come amici e non come “quelli che li comandavano”.

 


 

   

L'angolo della Parola 

Le legge nuova di Gesù

di padre Giustino Casciano

"Avete inteso che fu detto agli antichi: non uccidere... Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio. Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra. Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori." (cfr. Vangelo di Matteo 5)

Questo brano fa parte del discorso delle beatitudini in cui Gesù delinea la novità del suo insegnamento, che rende i suoi discepoli luce e sale della storia. Egli è il maestro; è l'unico a poter dire "ma io vi dico". I dieci comandamenti non sono eliminati, ma completati, per cui non basta non uccidere o non commettere adulterio, ma è necessario liberare tutte le potenzialità di bene che sono in noi, già nel pensiero e nel desiderio, come nelle parole e nelle azioni. E' necessaria una grande forza interiore per non seguire la legge del taglione dell'occhio per occhio e dente per dente. Nelle normali vicende quotidiane opporsi alla malvagità è un dovere, ma farlo con lo stile di Gesù senza violenza è una vera impresa. Voler bene ai nemici e pregare per chi ci perseguita sembra addirittura impossibile. La novità della legge di Gesù è la sua radicalità. La sua presenza in mezzo a noi con il suo Spirito rende possibile l'impossibile; i santi di ogni tempo e di ogni luogo sono la prova che questa legge nuova si può vivere e se la si vive rende bella e felice la vita. 


 

   

Sant'Agostino, 
vescovo e dottore della Chiesa

di Francesco Piccotti

Di sant'Agostino non è facile parlare. Uomo e maestro, teologo e filosofo, moralista e difensore della fede. Nella sua opera più famosa, le Confessioni, mette a nudo la sua anima con sincerità e candore. Nato a Tagaste in Tunisia il 13 novembre del 354, dal pagano Patrizio e dalla cristiana Monica, sulle soglie della giovinezza sperimenta le contraddizioni del suo spirito, che ha sete di verità ma si lascia sedurre dall'errore. Avverte il richiamo della perfezione morale, ma si sente "involto nella caligine della carne". Impara retorica a Cartagine, poi insegna grammatica finché a 29 anni prende la via del mare e, dopo una breve tappa a Roma, raggiunge Milano, dov'è vescovo il grande Ambrogio. La sua conversione al cristianesimo giunge a maturazione in un episodio singolare e misterioso per lo stesso Agostino che, accogliendo l'invito "prendi e leggi", trova nelle parole dell'apostolo Paolo la sferzata decisiva: "non vi fate travolgere dalla carne e dalle sue concupiscenze". Agostino riceve il battesimo dal vescovo Ambrogio il 24 aprile 387, poi torna in veste di penitente in Africa, dov'è consacrato sacerdote e poi vescovo di Ippona, trovando nella sincera adesione alla verità cristiana e nella multiforme attività pastorale la pace del cuore: " Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace, finché non riposa in te". Amato e venerato, per le sue umanissime doti di cuore e di intelligenza, muore il 28 agosto del 430 a Hippo Regius, antica città presso la moderna Bona in Algeria, mentre i Vandali la cingono d'assedio. Nella storia della Chiesa è tra le conversioni meglio conosciute e documentate e che hanno esercitato un'influenza profonda e continua. "Questa conversione - scrive Giovanni Paolo II - ebbe un cammino del tutto singolare, perché non si trattò di una conquista della fede cattolica, ma di una riconquista. Egli l'aveva perduta, convinto nel perderla, di non abbandonare Cristo, bensì solo la Chiesa". In un mondo come quello attuale, in cui la città terrena è sempre più in contrasto con quella celeste, il suo messaggio è ancora un monito e una speranza per l'umanità.


 

   
L'intervista

Pastorale giovanile e parrocchia

intervista a Mauro Pierucci

Mauro, lei è sposato con Elisabetta e ha una bimba, Elena. Come riesce a conciliare la famiglia, il lavoro e l'impegno ecclesiale a favore dei giovani?
L'impegno a favore dei giovani non è mio, ma nostro! Elisabetta ed io condividiamo questa "vocazione" e la nostra famiglia cresce anche grazie a questa responsabilità che chiede un continuo impegno ma che è caratterizzata dalla gioia e dall'affetto che i ragazzi sanno comunicare. Cerchiamo di conciliare il lavoro e la vita familiare ed ecclesiale allo stesso modo di tante altre famiglie cristiane che conosciamo; la nostra giornata ha vari momenti "comunitari", ma teniamo fermi alcuni spazi per pregare insieme e stare con nostra figlia. 
Quali sono state le esperienze più belle vissute con i giovani della diocesi a partire dal giubileo del 2000?
Il viaggio a Toronto in occasione della GMG 2002 è stata una esperienza molto ricca sia sul piano umano e culturale che su quello spirituale; anche l'apertura dell'oratorio cittadino ha avuto per me una grande importanza in quanto segna l'inizio di un cammino per certi versi nuovo nella nostra chiesa particolare, specialmente nel rapporto con i giovani. 
Come è composto l'Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile?
L' U.P.G. è così composto:
Mauro Pierucci, responsabile; d. Giuliano Salciarini e d. Mirko Orsini, delegati del Vescovo; Mario Lauri (S. Pietro); Giuseppe Filippetti (S. Martino); Lorenzo Mattei (Semonte); Lorenzo Panfili (Madonna del Prato); Maddalena Minelli (S.Secondo); Francesca Meniconi (P. d'Assi); Luca Moriconi (Branca); Simone Minelli (Semonte); Lucia Stramaccioni (Umbertide). Il servizio di pastorale giovanile ha come scopo: educare i giovani alla fede, promuovere il loro senso di appartenenza alla Chiesa, coordinare e favorire l'unità degli animatori della diocesi, organizzare esperienze quali campi, esercizi spirituali, iniziative di servizio, di carità e missionarie a servizio delle parrocchie. 
Quali iniziative per la prossima estate?
- 07 giugno: Chiusura dell'anno pastorale con una giornata a Mirabilandia per tutti i ragazzi. Partenza ore 8.00 dal teatro romano. 
- 29 giugno - 5 luglio: Campo Scuola per i ragazzi delle medie a Falconara. 
- 19 - 26 luglio: Campo per ragazzi del triennio superiore (3°, 4° e 5°) a Monte Bondone (TN). 
- 30 luglio - 07 agosto: campo per i ragazzi del biennio superiore a Val Bondione (BG). 
Per qualsiasi informazione:
3287640921 Mauro; 3358060665 D.Mirko; 0759273924 Oratorio Cittadino.

   


 

   

I santi Mariano e Giacomo
e i ministeri laicali

di Francesca Palazzari
e Francesco Piccotti

I santi Mariano e Giacomo subirono il martirio a Cirta, oggi Costantina (Algeria), nell'anno 259. S. Mariano era lettore e S. Giacomo diacono. Il culto di questi campioni illustri della fede si propagò in Africa subito dopo il martirio. Ne fa fede l'omelia di sant'Agostino, vescovo d'Ippona, nella ricorrenza del loro giorno natalizio. Il Santo, dopo aver encomiata la pazienza e la costanza dei martiri, dice che essi si accostarono alla fonte della vera vita, bevendo alle sue acque salutari. Rivolge poi un elogio particolare alla madre di S. Mariano, di nome Maria, per la grazia di aver dato alla luce un martire del Principe divino. Le loro spoglie mortali arrivarono a Gubbio durante la persecuzione vandalica, che tra il V e VI secolo imperversò in Africa. Il martirologio diocesano segna l'anno 508 come data della loro traslazione nella nostra città. Verso la metà del secolo XI la chiesa dedicata al loro nome divenne Cattedrale e nel 1198 vi furono trasferite le loro reliquie. L'antichissimo statuto municipale decretava ch'essi fossero invocati come patroni della città. La loro festa è celebrata il 30 aprile. Il nostro vescovo mons. Bottaccioli ha continuato e rinvigorito questa solenne celebrazione, conferendo in questo giorno i ministeri laicali. Proprio perché basati sul battesimo, i ministeri laicali sono dei servizi che ogni cristiano, uomo o donna, può fornire alla comunità. Si tratta essenzialmente del “Lettorato” o “ministero straordinario della Parola” (e san Mariano era proprio un laico lettore) e dell' “Accolitato” o “ministero straordinario della Comunione”. Il Lettorato è istituito per il servizio alla Parola di Dio, nelle celebrazioni e, soprattutto, nella catechesi e nell'annuncio della Verità che salva. L'Accolitato è istituito per il servizio dell'Eucaristia, nelle celebrazioni ma, soprattutto, nel portare la Comunione ai malati che non possono partecipare alla Messa. I laici cattolici che ricevono i ministeri laicali sono chiamati a testimoniare nella quotidianità di tutti i giorni la vera appartenenza a Cristo e alla Chiesa impegnandosi, sull'esempio di Mariano e Giacomo, ad annunziare e vivere il vangelo ed essere fedeli alle promesse battesimali.

MINISTERI LAICALI PRESENTI IN PARROCCHIA
Lettori: Luigi Girlanda, Francesco Piccotti, Stefano Maria Rizzi, Mario Vantaggi
Ministri straordinari della Parola: Valentina Bellomaria, Sofia Cecchini, Lina Ciociola, Nicoletta Fiorini, Lucia Monacelli, Francesca Palazzari, Rosa Ponzo.
Ministri straordinari della Comunione: Antonietta Agostinelli, Silvana Biagiarelli, Annamaria Brugnoni, Angela Milena Campo, Maria Grazia Elce, Ivana Fumanti, Rita Mariucci, Gemma Menichetti, Alessandra Mellozzini, Rosaria Pierini, Giuseppina Ramacci, Fiorella Rosi, Annalisa Scarabottini, Anna Sebastiani, Brunella Stocchi, Tiziana Tinti.


 

   
Le parole chiave della fede 

L'incarnazione

di Luigi Girlanda

Nello scorso numero abbiamo parlato della Trinità, adesso vogliamo centrare l'attenzione su un altro grande mistero del cristianesimo: l'Incarnazione. Bisogna stare attenti a non confondersi con un'altra parola simile: “reincarnazione”. Sono due cose completamente diverse. Tutti sanno che la reincarnazione è il credere che, dopo la morte, la nostra anima tornerà a vivere in un altro corpo. Per alcune religioni si può addirittura rinascere nel corpo di qualche animale o pianta. Questa credenza è completamente sbagliata. L'Incarnazione, invece, è una verità fondamentale del cristianesimo e purtroppo pochi sanno bene cosa significa. L'Incarnazione è il credere che Dio è diventato uomo, ha preso la carne umana, si è incarnato. Sappiamo che per noi cristiani Dio è Trinità. L'Incarnazione riguarda la seconda Persona della Trinità (il Figlio). Dobbiamo capire bene che quando diciamo che “Dio si è fatto uomo” non parliamo di tutte e tre le Persone della Trinità (quasi che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abbiano preso forma umana), ma solo del Figlio. Duemila anni fa la seconda Persona della Trinità, cioè il Figlio di Dio, è diventato uomo. Questo uomo è Gesù di Nazareth, che quindi non è solo un grande maestro di vita, un profeta, un predicatore tra tanti, ma è Dio stesso diventato uomo. Coloro che venerano Gesù dicendo che è stato il più grande uomo della storia, in realtà non lo venerano affatto perché non dicono la cosa più importante su di lui: Egli è davvero il Figlio di Dio, esiste da sempre, è Colui per mezzo del quale tutte le cose sono state create. Solo così può anche essere il Salvatore di tutti gli uomini, proprio perché non è una creatura, magari la più grande delle creature, ma è il Creatore stesso. Non si può essere cristiani senza credere questa fondamentale verità della nostra fede.


 

    
Tour in Chiesa 

Gratiae Mater

di Lamberto Padeletti

La seconda tappa di questo viaggio l'ho voluta riservare ad uno dei dipinti della Madonna presenti in chiesa.
Ho scelto quello dedicato alla Madonna della Grazia, ubicato nella terza cappella a destra per chi entra in chiesa, perché, a mio avviso, dà l'occasione di riflettere meglio sul ruolo di Maria nell'economia della Salvezza.
Il dipinto risale al 1400 ed è attribuito dagli studiosi alla bottega di Ottaviano Nelli. La porzione più centrale del quadro raffigura la vergine con il Bambino, rappresentata secondo la diffusa iconografia della Madonna dell'umiltà; ai lati del gruppo centrale sono visibili due angeli musicanti (uno con liuto, uno con viella), altri due angeli che accompagnano alcune anime purganti al cospetto di Gesù Bambino ed una santa con secchiello ed aspersorio da identificare probabilmente con S. Marta; infine, in basso due angioletti reggono un cartiglio con scritto Gratiae Mater.
Madre della Grazia è, appunto, un appellativo dato a Maria che esprime bene la sua funzione di cooperatrice del Signore nell'opera della Salvezza.
Lei, Madre di Gesù, dal quale riceviamo ogni grazia, manifesta la sua maternità spirituale nei confronti dei cristiani sostenendoli nel pellegrinaggio terreno verso la patria celeste. 
In particolare, chi si affida a Maria riscopre progressivamente la sua dignità di figlio di Dio penetrando sempre di più il mistero del Dio incarnato. 
Tutto ciò è espresso benissimo dalla preghiera dell'Ave Maria che consiste sia in un saluto di lode per le meraviglie di Dio che ha compiuto in Lei e per mezzo di Lei, dandoci Gesù, sia in una supplica perché nella sua santità interceda per noi peccatori, per le nostre attuali necessità e per il momento decisivo della morte.


 

   
Cristiano, dì qualcosa di Chiesa 

Profezia di preghiera

di Stefano Maria Rizzi

Voglio condividere con voi una testimonianza davvero edificante che mi è stata consegnata da una persona che, con l'aiuto di Dio, ha trovato il modo di trasformare le notizie (anche le più brutte) in qualcosa di utile:
«Fino a qualche tempo fa, quando qualcuno mi confidava i suoi problemi o i suoi dispiaceri, sentivo istintivamente il desiderio di dare un aiuto concreto e, se non mi era possibile, mi assaliva un senso di sconforto e di ineluttabilità che mi procuravano una profonda tristezza. Se mi giungevano notizie di avvenimenti drammatici attraverso i notiziari e i giornali, sentivo sempre la stessa cupa tristezza unita alla consapevolezza di non poter far niente di utile per alleviare quelle sofferenze. Facevo fatica a reprimere la subdola ribellione a Dio che in quei casi nasceva in me sotto forma di domande che non trovavano facilmente risposta. Alla prima, la più immediata “ Perché succede questo, Signore? “, rispondevo con la fede: “ Lo saprai Tu, mio Dio! Mi fido di Te! “. Ma un'altra mi restava a lungo nella mente e mi tormentava: “Perché io vengo a sapere queste cose, se non posso farci niente? Non sarebbe meglio per me ignorare queste notizie e vivere più tranquillamente? “. E ho fatto proprio così: per un lungo periodo ho evitato accuratamente giornali e notiziari. Ma questo non cambiava la realtà! E poi le notizie che volevo ignorare mi arrivavano ugualmente all'orecchio attraverso le persone che frequentavo. 
L'aiuto che cercavo, me lo diede un giorno una persona con queste poche parole illuminate dalla sapienza di Dio: “Trasforma le notizie che ti giungono in profezia di preghiera! “
Al momento non ho afferrato completamente il senso di questa frase. E' stato solo mettendo in pratica questo consiglio che ne ho verificato l'efficacia.
Ho scoperto che se veniamo a conoscenza di certe situazioni dolorose è perché Dio vuole che ne siamo informati perché possiamo pregarci e pregando aiutare concretamente le persone che si trovano in uno stato di bisogno, anche se questo comporta la sofferenza di partecipare al dolore degli altri. 
Quindi ora, se vengo a conoscenza di una situazione dolorosa, partecipo con sofferenza come prima, ma prego per quell'avvenimento con la consapevolezza che sto facendo qualcosa di veramente utile e mi sento sollevata dal senso di angoscia che ancora istintivamente mi prende. 
Questo metodo vale anche per le notizie liete.
Se entro in chiesa e dagli addobbi mi accorgo che c'è stato un matrimonio, anche se non conosco gli sposi, posso pregare ugualmente: “Signore, benedici questi giovani!” Chiunque può provare: non è difficile! Attenti però! Se mettete in pratica il metodo di trasformare in profezia di preghiera le notizie che vi giungono, può succedere che parlandone, nei vostri discorsi non ci sia più posto per brontolamenti, critiche acide e mormorazioni. In questo caso non vi preoccupate: non significa che state diventando strani! Vuol dire semplicemente che vi siete incamminati sulla via di Dio e vi state comportando da cristiani».
Possiamo provare anche noi e sarebbe bello poter leggere nei prossimi numeri testimonianze in proposito.


 

   

Gli SMS della fede

a cura di Fabio Vantaggi

Se volete che la vostra vita
sia "allegra" e tranquilla,
dovete procurare di
starvene "in grazia di Dio".