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Luglio 2003 - n. 2 |
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E' successo in parrocchia: Maggio sotto le stelle - "Giocaestate" |
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L'intervista: Pastorale giovanile e parrocchia (intervista a Mauro Pierucci) |
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In Copertina |
di Padre Giustino - parroco |
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E' successo in parrocchia |
di
Nicoletta Fiorini |
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MAGGIO SOTTO LE STELLE GIOCAESTATE”: L’ESPERIENZA DI UNA ANIMATRICE
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L'angolo della Parola |
Le legge nuova di Gesù |
di padre Giustino Casciano |
| "Avete inteso che fu detto agli antichi: non
uccidere... Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio. Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra. Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri
persecutori." (cfr. Vangelo di Matteo 5)
Questo brano fa parte del discorso delle beatitudini in cui Gesù delinea la novità del suo insegnamento, che rende i suoi discepoli luce e sale della storia. Egli è il maestro; è l'unico a poter dire "ma io vi dico". I dieci comandamenti non sono eliminati, ma completati, per cui non basta non uccidere o non commettere adulterio, ma è necessario liberare tutte le potenzialità di bene che sono in noi, già nel pensiero e nel desiderio, come nelle parole e nelle azioni. E' necessaria una grande forza interiore per non seguire la legge del taglione dell'occhio per occhio e dente per dente. Nelle normali vicende quotidiane opporsi alla malvagità è un dovere, ma farlo con lo stile di Gesù senza violenza è una vera impresa. Voler bene ai nemici e pregare per chi ci perseguita sembra addirittura impossibile. La novità della legge di Gesù è la sua radicalità. La sua presenza in mezzo a noi con il suo Spirito rende possibile l'impossibile; i santi di ogni tempo e di ogni luogo sono la prova che questa legge nuova si può vivere e se la si vive rende bella e felice la vita. |
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Sant'Agostino, |
di Francesco Piccotti |
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Di sant'Agostino non è facile parlare. Uomo e maestro, teologo e filosofo, moralista e difensore della fede.
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Mauro, lei è sposato con Elisabetta e ha una bimba, Elena. Come riesce a conciliare la famiglia, il lavoro e l'impegno ecclesiale a favore dei giovani?L'impegno a favore dei giovani non è mio, ma nostro! Elisabetta ed io condividiamo questa "vocazione" e la nostra famiglia cresce anche grazie a questa responsabilità che chiede un continuo impegno ma che è caratterizzata dalla gioia e dall'affetto che i ragazzi sanno comunicare. Cerchiamo di conciliare il lavoro e la vita familiare ed ecclesiale allo stesso modo di tante altre famiglie cristiane che conosciamo; la nostra giornata ha vari momenti "comunitari", ma teniamo fermi alcuni spazi per pregare insieme e stare con nostra figlia. Quali sono state le esperienze più belle vissute con i giovani della diocesi a partire dal giubileo del 2000? Il viaggio a Toronto in occasione della GMG 2002 è stata una esperienza molto ricca sia sul piano umano e culturale che su quello spirituale; anche l'apertura dell'oratorio cittadino ha avuto per me una grande importanza in quanto segna l'inizio di un cammino per certi versi nuovo nella nostra chiesa particolare, specialmente nel rapporto con i giovani. Come è composto l'Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile? L' U.P.G. è così composto: Mauro Pierucci, responsabile; d. Giuliano Salciarini e d. Mirko Orsini, delegati del Vescovo; Mario Lauri (S. Pietro); Giuseppe Filippetti (S. Martino); Lorenzo Mattei (Semonte); Lorenzo Panfili (Madonna del Prato); Maddalena Minelli (S.Secondo); Francesca Meniconi (P. d'Assi); Luca Moriconi (Branca); Simone Minelli (Semonte); Lucia Stramaccioni (Umbertide). Il servizio di pastorale giovanile ha come scopo: educare i giovani alla fede, promuovere il loro senso di appartenenza alla Chiesa, coordinare e favorire l'unità degli animatori della diocesi, organizzare esperienze quali campi, esercizi spirituali, iniziative di servizio, di carità e missionarie a servizio delle parrocchie. Quali iniziative per la prossima estate? - 07 giugno: Chiusura dell'anno pastorale con una giornata a Mirabilandia per tutti i ragazzi. Partenza ore 8.00 dal teatro romano. - 29 giugno - 5 luglio: Campo Scuola per i ragazzi delle medie a Falconara. - 19 - 26 luglio: Campo per ragazzi del triennio superiore (3°, 4° e 5°) a Monte Bondone (TN). - 30 luglio - 07 agosto: campo per i ragazzi del biennio superiore a Val Bondione (BG). Per qualsiasi informazione: 3287640921 Mauro; 3358060665 D.Mirko; 0759273924 Oratorio Cittadino.
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I
santi Mariano e Giacomo |
di Francesca Palazzari |
I santi Mariano e Giacomo subirono il martirio a Cirta, oggi Costantina (Algeria), nell'anno 259. S. Mariano era lettore e S. Giacomo diacono. Il culto di questi campioni illustri della fede si propagò in Africa subito dopo il martirio. Ne fa fede l'omelia di sant'Agostino, vescovo d'Ippona, nella ricorrenza del loro giorno natalizio. Il Santo, dopo aver encomiata la pazienza e la costanza dei martiri, dice che essi si accostarono alla fonte della vera vita, bevendo alle sue acque salutari. Rivolge poi un elogio particolare alla madre di S. Mariano, di nome Maria, per la grazia di aver dato alla luce un martire del Principe divino. Le loro spoglie mortali arrivarono a Gubbio durante la persecuzione vandalica, che tra il V e VI secolo imperversò in Africa. Il martirologio diocesano segna l'anno 508 come data della loro traslazione nella nostra città. Verso la metà del secolo XI la chiesa dedicata al loro nome divenne Cattedrale e nel 1198 vi furono trasferite le loro reliquie. L'antichissimo statuto municipale decretava ch'essi fossero invocati come patroni della città. La loro festa è celebrata il 30 aprile. Il nostro vescovo mons. Bottaccioli ha continuato e rinvigorito questa solenne celebrazione, conferendo in questo giorno i ministeri laicali. Proprio perché basati sul battesimo, i ministeri laicali sono dei servizi che ogni cristiano, uomo o donna, può fornire alla comunità. Si tratta essenzialmente del “Lettorato” o “ministero straordinario della Parola” (e san Mariano era proprio un laico lettore) e dell' “Accolitato” o “ministero straordinario della Comunione”. Il Lettorato è istituito per il servizio alla Parola di Dio, nelle celebrazioni e, soprattutto, nella catechesi e nell'annuncio della Verità che salva. L'Accolitato è istituito per il servizio dell'Eucaristia, nelle celebrazioni ma, soprattutto, nel portare la Comunione ai malati che non possono partecipare alla Messa. I laici cattolici che ricevono i ministeri laicali sono chiamati a testimoniare nella quotidianità di tutti i giorni la vera appartenenza a Cristo e alla Chiesa impegnandosi, sull'esempio di Mariano e Giacomo, ad annunziare e vivere il vangelo ed essere fedeli alle promesse battesimali.
MINISTERI LAICALI PRESENTI IN PARROCCHIA |
| Le parole chiave della fede |
L'incarnazione |
di Luigi Girlanda |
| Nello scorso numero abbiamo parlato della Trinità, adesso vogliamo centrare l'attenzione su un altro grande mistero del cristianesimo:
l'Incarnazione. Bisogna stare attenti a non confondersi con un'altra parola simile: “reincarnazione”. Sono due cose completamente diverse. Tutti sanno che la reincarnazione è il credere che, dopo la morte, la nostra anima tornerà a vivere in un altro corpo. Per alcune religioni si può addirittura rinascere nel corpo di qualche animale o pianta. Questa credenza è completamente sbagliata. L'Incarnazione, invece, è una verità fondamentale del cristianesimo e purtroppo pochi sanno bene cosa significa. L'Incarnazione è il credere che Dio è diventato uomo, ha preso la carne umana, si è incarnato. Sappiamo che per noi cristiani Dio è Trinità. L'Incarnazione riguarda la seconda Persona della Trinità (il Figlio). Dobbiamo capire bene che quando diciamo che “Dio si è fatto uomo” non parliamo di tutte e tre le Persone della Trinità (quasi che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abbiano preso forma umana), ma solo del Figlio. Duemila anni fa la seconda Persona della Trinità, cioè il Figlio di Dio, è diventato uomo. Questo uomo è Gesù di Nazareth, che quindi non è solo un grande maestro di vita, un profeta, un predicatore tra tanti, ma è Dio stesso diventato uomo. Coloro che venerano Gesù dicendo che è stato il più grande uomo della storia, in realtà non lo venerano affatto perché non dicono la cosa più importante su di lui: Egli è davvero il Figlio di Dio, esiste da sempre, è Colui per mezzo del quale tutte le cose sono state create. Solo così può anche essere il Salvatore di tutti gli uomini, proprio perché non è una creatura, magari la più grande delle creature, ma è il Creatore stesso. Non si può essere cristiani senza credere questa fondamentale verità della nostra fede.
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| Tour in Chiesa |
Gratiae Mater |
di Lamberto Padeletti |
La seconda tappa di questo viaggio l'ho voluta riservare ad uno dei dipinti della Madonna presenti in chiesa.Ho scelto quello dedicato alla Madonna della Grazia, ubicato nella terza cappella a destra per chi entra in chiesa, perché, a mio avviso, dà l'occasione di riflettere meglio sul ruolo di Maria nell'economia della Salvezza. Il dipinto risale al 1400 ed è attribuito dagli studiosi alla bottega di Ottaviano Nelli. La porzione più centrale del quadro raffigura la vergine con il Bambino, rappresentata secondo la diffusa iconografia della Madonna dell'umiltà; ai lati del gruppo centrale sono visibili due angeli musicanti (uno con liuto, uno con viella), altri due angeli che accompagnano alcune anime purganti al cospetto di Gesù Bambino ed una santa con secchiello ed aspersorio da identificare probabilmente con S. Marta; infine, in basso due angioletti reggono un cartiglio con scritto Gratiae Mater. Madre della Grazia è, appunto, un appellativo dato a Maria che esprime bene la sua funzione di cooperatrice del Signore nell'opera della Salvezza. Lei, Madre di Gesù, dal quale riceviamo ogni grazia, manifesta la sua maternità spirituale nei confronti dei cristiani sostenendoli nel pellegrinaggio terreno verso la patria celeste. In particolare, chi si affida a Maria riscopre progressivamente la sua dignità di figlio di Dio penetrando sempre di più il mistero del Dio incarnato. Tutto ciò è espresso benissimo dalla preghiera dell'Ave Maria che consiste sia in un saluto di lode per le meraviglie di Dio che ha compiuto in Lei e per mezzo di Lei, dandoci Gesù, sia in una supplica perché nella sua santità interceda per noi peccatori, per le nostre attuali necessità e per il momento decisivo della morte. |
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Gli SMS della fede |
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a cura di Fabio Vantaggi |
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Se volete che la vostra vita |