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Dicembre 2003 - n. 4 |
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Cristiano, dì qualcosa di chiesa: Natale: un insegnamento sull'aborto |
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In Copertina |
di Padre Giustino - parroco |
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Ecco, arriva di nuovo il Natale. Il presepe ci mostra Gesù bambino con accanto Maria, sua madre, e Giuseppe, suo padre legale. Davanti a questa scena così familiare mi pongo una domanda.
Perché in tutti presepi del mondo c'è proprio Gesù e non un altro bambino? Cosa ha di diverso il bambino Gesù che tutti lo adorano e gli offrono doni? Tra lui e qualsiasi altro dei miliardi di bambini nati sulla faccia della terra c'è una vicinanza incredibile, ma anche una distanza infinita. Come tutti i neonati anche Lui poppa il latte dal seno materno, piange e sorride, stringe le manine e sgambetta, fa la pipì e il ruttino; è proprio come tutti i bebè. Eppure c'è qualcosa che lo rende unico
perché "nacque da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo". Per il credo cristiano il bambino Gesù, e solo Lui in tutta la storia, non è stato concepito dall'amore tra il babbo e la mamma, ma viene veramente dal cielo ed è al di sopra di tutti
(cfr. Gv 3,31). Nel miracolo della sua nascita da una ragazza vergine è nascosta la sua divinità. E' veramente bambino ed è vero Dio. A causa di questo bambino gli angeli annunciano: Gloria a Dio e pace in
terra. |
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Il Parroco risponde |
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Caro padre Giustino, in un mondo funestato da ingiustizie, violenze e guerre, vedere tutti “gli uomini di buona volontà”, credenti e non, lavorare insieme con l'obiettivo di portare pace e giustizia sulla nostra martoriata terra sarebbe un incredibile gesto profetico. Qualcuno nella nostra realtà ecclesiale è di diverso avviso. C'è chi preferisce avvalorare strampalate e false ricostruzioni per gettare discredito ad esempio anche sulla bandiera della pace, divenuta ormai da anni il simbolo nel quale si riconoscono in tutto il mondo uomini e donne, che si impegnano nei modi più diversi per portare pace nel mondo. Evidentemente il Vangelo, documenti come la Pacem in terris e la Gaudium et spes, i pronunciamenti di tante conferenze episcopali e lo stesso impegno di Giovanni Paolo II sono passati invano. Per fortuna è bastato andare anche quest'anno alla marcia Perugia-Assisi per vedere migliaia di persone (boy-scouts, missionari, suore, appartenenti a gruppi diocesani o movimenti ecclesiali, semplici credenti) coscienti del proprio agire, per niente sprovveduti o “abbindolabili” da chicchessia, disposti a camminare insieme ad altri uomini e donne non chiedendone la provenienza ma semplicemente manifestando la disponibilità a lavorare insieme per costruire un mondo più giusto dove si affermi la giustizia. Lavorare per questo progetto, che è sì evangelico ma anche proprio di ogni essere umano, può dare un senso al nostro essere cristiani veri rendendoci capaci di coniugare il bisogno di trascendenza con la propria responsabilità nelle realtà terrene. Questa è la chiesa in cui credo: una chiesa che sappia essere fermento di rinnovamento e di promozione sociale per tutta l'umanità, che consapevole della forza del messaggio di cui è portatrice sia capace di riconoscere i propri errori, che si sforzi di mettere le proprie ricchezze accanto a quelle portate dagli altri e che, non solo piena di certezze ma animata anche da dubbi, sia soprattutto capace di ascoltare. Non mi appartiene invece una chiesa ripiegata su se stessa e sui propri interessi, chiusa nella propria cittadella, incapace di dialogare con l'altro e con il diverso, tentata di trovare la propria identità solo in contrapposizione con il nemico di turno, pronta solo a giudicare e mai a capire l'altro. Tonino Fagiani Caro Tonino, rispondo alla tua lettera nel giorno di Cristo Re dell'universo in cui la liturgia ci fa meditare sulla risposta di Gesù a Pilato: "Il mio regno non è di questo
mondo... chiunque è dalla verità ascolta la mia voce" (Gv 18,36-37). Gesù ha pregato che i suoi discepoli siano nel mondo, ma che non siano del mondo, che il Padre li custodisca dal maligno e li consacri nella verità
(cf. Gv 17, 14-17). La Chiesa, e quindi anche la nostra parrocchia, fa proprie le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi (cf. Gaudium et Spes 1). Questo documento del Concilio Vaticano II dedica diverse pagine alla missione della Chiesa nel mondo contemporaneo, ricordandoci che "la
Chiesa... ha una finalità salvifica ed escatologica, che non può essere raggiunta pienamente se non nel mondo futuro... La Chiesa, certo, perseguendo il suo proprio fine di salvezza, non solo comunica all'uomo la vita divina, ma anche diffonde la sua luce con ripercussione, in qualche modo, su tutto il mondo, soprattutto per il fatto che risana ed eleva la dignità della persona umana, consolida la compagine dell'umana società, e immette nel lavoro quotidiano degli uomini un più profondo senso e significato. Così la Chiesa, con i singoli suoi membri e con tutta intera la sua comunità, crede di poter contribuire molto a rendere più umana la famiglia degli uomini e la sua storia... La Chiesa, nel dare aiuto al mondo come nel ricevere molto da esso, a questo soltanto mira: che venga il regno di Dio e si realizzi la salvezza dell'intera umanità" (GS 40.45). È celebre l’enciclica del Papa Giovanni XXIII sulla chiesa “Mater et Magistra, Madre e Maestra”. |
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| Succede in Parrocchia |
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| Leggiamo insieme la Bibbia. Ogni martedì alle 18,45, si svolgono degli incontri per leggere e commentare la Parola di Dio, con la guida di padre Giustino. La finalità degli incontri è quella di riuscire a rendere più familiare a chi partecipa la Bibbia, per riceverne un continuo nutrimento spirituale. Durante quest'anno l'attenzione è concentrata sui primi libri dell'Antico Testamento: Genesi e Esodo. E' iniziata la “Scuola della Fede”. Ogni venerdì alle ore 21, presso i locali della parrocchia, Luigi Girlanda, insegnante di religione cattolica, tiene degli incontri sul “Catechismo della Chiesa Cattolica”, cioè il testo che espone organicamente e sistematicamente tutto ciò che la Chiesa Cattolica crede. Può partecipare chiunque lo voglia. In modo particolare, sono invitati tutti coloro che hanno il desiderio di conoscere dettagliatamente e in modo approfondito la dottrina cattolica o che hanno dubbi e domande da porre e condividere sulla verità cristiana. Cammino di fede per giovani coppie. Ogni primo lunedì del mese sei giovani coppie di fidanzati e di sposi della parrocchia si incontrano per leggere e meditare il libro degli Atti degli apostoli, insieme al parroco e ad alcune famiglie. Ragazzi del dopo Cresima. Ogni lunedì dopo cena si ritrovano insieme al vice parroco, padre Benedetto, e ad alcuni animatori, per parlare e discutere dei problemi di attualità e del mondo giovanile. Inoltre, ogni giovedì dalle 17,30 alle 19,30 fanno dei piccoli lavori in preparazione al Natale. Mercatino di Natale. Un bel gruppo di parrocchiani, tra cui i ragazzi della Cresima, si sta adoperando per preparare il “mercatino di Natale”, con oggetti di ogni tipo (sciarpe, mantelli, tovaglie, candele, addobbi natalizi…) confezionati a mano. Il ricavato sarà utilizzato per aiutare i poveri della parrocchia nei loro bisogni primari. Il mercatino sarà aperto nelle domeniche 14 e 21 dicembre e poi nei locali della parrocchia durante le vacanze natalizie. Presepe di S. Agostino. P. Benedetto, con l'aiuto di alcuni giovani, sta allestendo un grande presepe, completamente rinnovato. Sarà inaugurato la vigilia di Natale, dopo la Messa di mezzanotte. Sarà una graditissima sorpresa per i bambini e le famiglie di Gubbio e per tutti i visitatori della nostra città. |
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Cosa succede dietro quel telo bianco? |
di Francesca Canella |
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Mi sembra doveroso mettevi al corrente dei lavori di restauro che stanno interessando i dipinti dell'abside e dell'arco trionfale della vostra Chiesa. |
| In questo tempo di Natale è facile cadere nell'equivoco di ritenere la religione cristiana orientata essenzialmente al passato. Si è cristiani, secondo alcuni, perché nel presente si fa memoria di un fatto del passato: la nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Molti dimenticano che, accanto alla dimensione del passato e del presente, per il cristianesimo è fondamentale l'attesa di un evento futuro: la
parusia. Questa parola, quasi sempre ignorata dagli stessi cristiani, indica una delle più importanti verità di fede del cattolicesimo: il ritorno di Gesù Cristo alla fine dei tempi. La storia dell'umanità, cioè, non finirà per una sorta di estinzione del genere umano, come è successo per i dinosauri, ma perché un bel giorno (potrebbe essere un qualsiasi giorno della nostra stessa vita terrena) Gesù ritornerà nella sua gloria, cioè nel suo splendore divino. Ci sarà quindi una seconda venuta, definitiva, di Gesù. Tutti gli uomini - di qualunque epoca storica, di qualunque religione, di qualunque parte del mondo - vedranno che Gesù è il Signore, il Re dell'universo, l'unico vero Dio, Colui al quale tutto è stato sottomesso. Scopriranno allora che egli è la Verità, che non esiste altra salvezza che nel suo infinito amore perché Egli stesso è l'Amore e sentiranno l'infinita dolcezza di essere abbracciati da Lui. Quel bambino che, disteso sulla mangiatoia, ci commuove il cuore a Natale, è anche l'uomo che morirà in croce per tutti noi e che, risorto e salito al Cielo, ha promesso di ritornare ancora per dare compimento definitivo all'opera della nostra salvezza. Nel tempo d'Avvento, ricordiamo certo l'attesa della sua prima venuta nel mondo, ma aspettiamo anche con trepidazione il suo ritorno definitivo. Quando cioè tutte le lacrime dei nostri occhi saranno asciugate, non esisterà più la sofferenza, il dolore, la malattia e la morte. Durante la messa diciamo: annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell'attesa della tua venuta. Ci rendiamo ancora conto di questa verità fondamentale della nostra fede? Aspettiamo ancora Gesù come facevano i primi cristiani? Abbiamo dimenticato forse che il cristianesimo è anelito verticale, è sguardo verso il Cielo con l'intento di scrutare i segni del ritorno di Gesù? Il cristianesimo senza la dimensione verticale si riduce a semplice sociologismo, a manuale del buon operatore sociale, a galateo delle buone maniere e dei buoni sentimenti, a sterile ideologia dell'impegno mondano. Tutte cose nobili, per carità! Ma profondamente diverse dal cristianesimo…
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L'ALTARE DELLA PATRIA |
di un parrocchiano |
Oltre tre ore di fila fuori dell'Altare della Patria per onorare la memoria dei Carabinieri, dei soldati e dei civili italiani caduti in Iraq
nell'attentato dello scorso novembre. Una moltitudine di persone che, unita da un comune sentimento di pietà, compostamente ed in un silenzio irreale (si udiva solo lo scroscio dell'acqua delle fontane) si è riversata su Roma da tutta Italia per mostrare affetto e vicinanza ai caduti ed ai loro familiari.Quelle ore sotto gli enormi tricolori a mezz'asta sono volate nel soffermarsi sugli sguardi sinceramente sofferenti di tante persone, tra loro così diverse, ma accomunate dal medesimo dolore. Il tempo è passato veloce nel contribuire a far girare di mano in mano mazzi di fiori e biglietti, nella recita del rosario sgranando gli acini delle coroncine distribuite dai militari dell'Arma. Tra i commenti e le sensazioni una ragazza rispondeva ad un'amica che faceva paragoni con le resse dei concerti: ”si, ma qui ci sono altri motivi”; ed un ragazzo, di fronte allo scoramento per i tempi di attesa: ”comunque è proprio bello esserci”. Quella folla, finalmente, non era divisa da lacerazioni politiche, ma sofferente con chi soffriva, unita nel pianto a chi piangeva. |
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IL PENSIERO DI SANT'AGOSTINO |
di Francesco Piccotti |
| Il precedente articolo su sant'Agostino finiva così: il suo messaggio è ancora un monito e una speranza per l'umanità. Ma qual è questo messaggio, che cosa dice sant'Agostino? Cerchiamo insieme di conoscere e studiare questo pensiero prendendo spunto dalla lettera apostolica Augustinum Hipponensem, che Giovanni Paolo II ha dedicato al nostro santo. Iniziamo dalla conversione che fu quella di un grande pensatore che amò perdutamente la verità e volle possedere ad ogni costo la verità dell'amore. La Lettera Apostolica fissa tre momenti salienti della sua conversione: la fede, la grazia, il monachesimo. La fede che ne placa il tormentato pensiero con la luce della verità; la grazia che nel Cristo maestro e redentore gli dona la forza di arrivare a Dio; il monachesimo che gli permette di aderire totalmente alla sapienza eterna. Esaminiamo questi punti da vicino: 1. - La fede. Agostino inizialmente commise degli errori nell'impostazione delle relazioni tra la ragione e la fede, quasi che si dovesse scegliere tra l'una e l'altra; ma poi comprese bene che ragione e fede sono due forze destinate a cooperare insieme per condurre l'uomo alla conoscenza della verità. Comprese che la fede per essere sicura richiede un'autorità divina, che questa autorità non è altro che quella di Cristo, che l'autorità di Cristo si ritrova nelle Sacre Scritture, garantite dal magistero della Chiesa Cattolica; 2. - La Grazia. I Platonici avevano insinuato ad Agostino l'errore del naturalismo, secondo cui l'uomo giunge a Dio con le sue forze. Agostino si accorse (si veda l'esperienza dell'estasi - Confessioni 7,17,23) che ciò non è possibile. Si pose apertamente il problema e lo sciolse immergendosi nella lettura di san Paolo, dove trovò Cristo non solo come supremo Maestro, ma anche come Mediatore unico, Redentore Universale, fonte di grazia. La grazia invocata con umiltà dall'uomo peccatore, permette di raggiungere la meta che la fede propone. “Avevo udito parlare sin da fanciullo scrive - della vita eterna, che ci fu promessa mediante l'umiltà del Signore Dio nostro, sceso fino alla nostra superbia.”3. - Il Monachesimo. Il suo cammino però non era ancora concluso. In realtà nell'animo di Agostino rinacque un antico proposito, quello di abbandonare ogni speranza terrena per abbracciare con tutte le potenze dello spirito la Sapienza immortale. Era l'ideale monastico, che visse dalla conversione a 33 anni di età, fino alla morte. |
| Notizie |
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a cura della Redazione |
| CONSIGLIO PARROCCHIALE AFFARI
ECONOMICI Nella nostra parrocchia di S. Agostino è pienamente attivo il Consiglio per gli affari economici, che predispone i bilanci annuali da sottoporre alla diocesi, gestisce le risorse disponibili e ne cerca di nuove per il bene di tutta la comunità ecclesiale. Questi i membri: 1. P. Giustino Casciano parroco - presidente 2. Giampiero Bedini consigliere e verbalizzatore 3. Anna Maria Brugnoni segretaria e rappresentante presso l' istituto diocesano 4. Alessio Donati consigliere 5. Mario Franceschetti consigliere 6. Claudio Frondizi consigliere 7. Rita Pannacci consigliere 8. Francesca Pauselli consigliere
AUGURI AL NEO VESCOVO
P.GIOVANNI SCANAVINO |
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Un
aiuto per gli affreschi |
a cura della Redazione |
| In chiesa si stanno facendo lavori di restauro agli affreschi di Ottaviano Nelli; il grandioso giudizio universale e le belle storie della vita di S. Agostino stanno per ritornare al loro antico splendore. La parrocchia di S. Agostino ha ricevuto dalla regione Umbria un finanziamento di
€ 577.770,18. Poichè questo finanziamento non copre le spese per il restauro pittorico, la fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, su nostra richiesta, ci ha concesso uno stanziamento di € 70.000,00. Ora facciamo appello a tutti i parrocchiani perché per completare il restauro abbiamo bisogno di circa € 40.000,00. Vorremmo poter ricollocare al centro dell'abside, sospeso in aria, il grande crocifisso che ora si può ammirare ancorato al ponteggio del cantiere. L'inaugurazione è prevista per la vigilia della domenica delle Palme, il 3 Aprile 2004. Per questo Natale chiediamo alle famiglie un gesto di generosità per gli affreschi della parrocchia. Modalità per contribuire: offerta consegnata direttamente in parrocchia o bonifico bancario sul ccb 20321 presso Banca dell'Umbria 1462 spa filiale di Gubbio, abi 06235, cab 38480 intestato a “Parrocchia S. Agostino - Gubbio”. Per le ditte e le imprese l'offerta è detraibile. |
| Cristiano, dì qualcosa di Chiesa |
NATALE: un insegnamento sull'aborto |
a cura della Redazione
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Il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale |
| Nella domenica di Cristo, Re dell'universo, sono stati presentati alla comunità parrocchiale di S. Agostino i membri del nuovo Consiglio Pastorale. P. Giustino, il parroco, durante la S. Messa ha
consegnato a ciascuno una copia del Catechismo della Chiesa Cattolica, chiedendo a tutti i consiglieri fedeltà al magistero della Chiesa e impegno attivo nella missione evangelizzatrice. Nell'incontro mensile di dicembre il Consiglio Pastorale ha delineato il programma della propria presenza e della propria azione all'interno della nostra parrocchia e della nostra città.
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| Membri di diritto 1. P. Giustino Casciano parroco - presidente 2. P. Benedetto Albertini viceparroco 3. P. Antonio Menichetti sacerdote 4. Don Araldo Vispi diacono Membri eletti dalla comunità 5. Luciana Meneghello segretaria 6. Emma Barbetti 7. Enrico Minelli vicepresidente 8. Carlo Pierotti 9. Francesca Palazzari consigliere di presidenza 10. Rodolfo Rughi 11. Francesco Piccotti |
Membri scelti dai gruppi 12. Giampiero Bedini Affari Economici e Consiglio Pastorale Zonale 13. Anna Maria Biraschi Azione Cattolica 14. Lina Ciociola Pastorale familiare 15. Adamo Fanucci Caritas parrocchiale 16. Luigi Girlanda Catechisti - consigliere di presidenza 17. Samuele Maranghi Pastorale giovanile 18. Lamberto Padeletti Giornalino parrocchiale 19. Giuliano Pierucci Centro Aiuto alla Vita 20. Rosa Ponzo Ministri Comunione e Parola 21. Claudio Tironzelli Scouts Membri scelti dal parroco 22. Mauro Fiorini Consiglio Pastorale Zonale 23. Giuseppe Lepri 24. Fabio Menichini 25. Elisabetta Monacelli |
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Gli SMS della fede |
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a cura di Fabio Vantaggi |
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Chi vuol essere amato |