Dicembre 2003 - n. 4


In Copertina

Il parroco risponde

Succede in Parrocchia

Cosa succede dietro quel telo bianco?

Le parole chiave della fede: La parusia

L'Altare della Patria

Il pensiero di sant'Agostino

Notizie: CPAE - Auguri a P.Giovanni Scanavino

Tour in Chiesa: L'Adorazione dei Pastori

Un aiuto per gli affreschi della nostra chiesa

Cristiano, dì qualcosa di chiesa: Natale: un insegnamento sull'aborto

Il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale

Gli SMS della fede


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In Copertina 

di Padre Giustino - parroco

Ecco, arriva di nuovo il Natale. Il presepe ci mostra Gesù bambino con accanto Maria, sua madre, e Giuseppe, suo padre legale. Davanti a questa scena così familiare mi pongo una domanda. Perché in tutti presepi del mondo c'è proprio Gesù e non un altro bambino? Cosa ha di diverso il bambino Gesù che tutti lo adorano e gli offrono doni? Tra lui e qualsiasi altro dei miliardi di bambini nati sulla faccia della terra c'è una vicinanza incredibile, ma anche una distanza infinita. Come tutti i neonati anche Lui poppa il latte dal seno materno, piange e sorride, stringe le manine e sgambetta, fa la pipì e il ruttino; è proprio come tutti i bebè. Eppure c'è qualcosa che lo rende unico perché "nacque da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo". Per il credo cristiano il bambino Gesù, e solo Lui in tutta la storia, non è stato concepito dall'amore tra il babbo e la mamma, ma viene veramente dal cielo ed è al di sopra di tutti (cfr. Gv 3,31). Nel miracolo della sua nascita da una ragazza vergine è nascosta la sua divinità. E' veramente bambino ed è vero Dio. A causa di questo bambino gli angeli annunciano: Gloria a Dio e pace in terra. 
Cari parrocchiani, buon Natale. 


 

   

Il Parroco risponde 

Caro padre Giustino,
in un mondo funestato da ingiustizie, violenze e guerre, vedere tutti “gli uomini di buona volontà”, credenti e non, lavorare insieme con l'obiettivo di portare pace e giustizia sulla nostra martoriata terra sarebbe un incredibile gesto profetico. Qualcuno nella nostra realtà ecclesiale è di diverso avviso. C'è chi preferisce avvalorare strampalate e false ricostruzioni per gettare discredito ad esempio anche sulla bandiera della pace, divenuta ormai da anni il simbolo nel quale si riconoscono in tutto il mondo uomini e donne, che si impegnano nei modi più diversi per portare pace nel mondo. Evidentemente il Vangelo, documenti come la Pacem in terris e la Gaudium et spes, i pronunciamenti di tante conferenze episcopali e lo stesso impegno di Giovanni Paolo II sono passati invano. Per fortuna è bastato andare anche quest'anno alla marcia Perugia-Assisi per vedere migliaia di persone (boy-scouts, missionari, suore, appartenenti a gruppi diocesani o movimenti ecclesiali, semplici credenti) coscienti del proprio agire, per niente sprovveduti o “abbindolabili” da chicchessia, disposti a camminare insieme ad altri uomini e donne non chiedendone la provenienza ma semplicemente manifestando la disponibilità a lavorare insieme per costruire un mondo più giusto dove si affermi la giustizia. Lavorare per questo progetto, che è sì evangelico ma anche proprio di ogni essere umano, può dare un senso al nostro essere cristiani veri rendendoci capaci di coniugare il bisogno di trascendenza con la propria responsabilità nelle realtà terrene. Questa è la chiesa in cui credo: una chiesa che sappia essere fermento di rinnovamento e di promozione sociale per tutta l'umanità, che consapevole della forza del messaggio di cui è portatrice sia capace di riconoscere i propri errori, che si sforzi di mettere le proprie ricchezze accanto a quelle portate dagli altri e che, non solo piena di certezze ma animata anche da dubbi, sia soprattutto capace di ascoltare. Non mi appartiene invece una chiesa ripiegata su se stessa e sui propri interessi, chiusa nella propria cittadella, incapace di dialogare con l'altro e con il diverso, tentata di trovare la propria identità solo in contrapposizione con il nemico di turno, pronta solo a giudicare e mai a capire l'altro.
Tonino Fagiani

Caro Tonino, rispondo alla tua lettera nel giorno di Cristo Re dell'universo in cui la liturgia ci fa meditare sulla risposta di Gesù a Pilato: "Il mio regno non è di questo mondo... chiunque è dalla verità ascolta la mia voce" (Gv 18,36-37). Gesù ha pregato che i suoi discepoli siano nel mondo, ma che non siano del mondo, che il Padre li custodisca dal maligno e li consacri nella verità (cf. Gv 17, 14-17). La Chiesa, e quindi anche la nostra parrocchia, fa proprie le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi (cf. Gaudium et Spes 1). Questo documento del Concilio Vaticano II dedica diverse pagine alla missione della Chiesa nel mondo contemporaneo, ricordandoci che "la Chiesa... ha una finalità salvifica ed escatologica, che non può essere raggiunta pienamente se non nel mondo futuro... La Chiesa, certo, perseguendo il suo proprio fine di salvezza, non solo comunica all'uomo la vita divina, ma anche diffonde la sua luce con ripercussione, in qualche modo, su tutto il mondo, soprattutto per il fatto che risana ed eleva la dignità della persona umana, consolida la compagine dell'umana società, e immette nel lavoro quotidiano degli uomini un più profondo senso e significato. Così la Chiesa, con i singoli suoi membri e con tutta intera la sua comunità, crede di poter contribuire molto a rendere più umana la famiglia degli uomini e la sua storia... La Chiesa, nel dare aiuto al mondo come nel ricevere molto da esso, a questo soltanto mira: che venga il regno di Dio e si realizzi la salvezza dell'intera umanità" (GS 40.45). È celebre l’enciclica del Papa Giovanni XXIII sulla chiesa “Mater et Magistra, Madre e Maestra”.


 

   
Succede in Parrocchia 

 

Leggiamo insieme la Bibbia. Ogni martedì alle 18,45, si svolgono degli incontri per leggere e commentare la Parola di Dio, con la guida di padre Giustino. La finalità degli incontri è quella di riuscire a rendere più familiare a chi partecipa la Bibbia, per riceverne un continuo nutrimento spirituale. Durante quest'anno l'attenzione è concentrata sui primi libri dell'Antico Testamento: Genesi e Esodo.

E' iniziata la “Scuola della Fede”
. Ogni venerdì alle ore 21, presso i locali della parrocchia, Luigi Girlanda, insegnante di religione cattolica, tiene degli incontri sul “Catechismo della Chiesa Cattolica”, cioè il testo che espone organicamente e sistematicamente tutto ciò che la Chiesa Cattolica crede. Può partecipare chiunque lo voglia. In modo particolare, sono invitati tutti coloro che hanno il desiderio di conoscere dettagliatamente e in modo approfondito la dottrina cattolica o che hanno dubbi e domande da porre e condividere sulla verità cristiana. 

Cammino di fede per giovani coppie
. Ogni primo lunedì del mese sei giovani coppie di fidanzati e di sposi della parrocchia si incontrano per leggere e meditare il libro degli Atti degli apostoli, insieme al parroco e ad alcune famiglie. 

Ragazzi del dopo Cresima
. Ogni lunedì dopo cena si ritrovano insieme al vice parroco, padre Benedetto, e ad alcuni animatori, per parlare e discutere dei problemi di attualità e del mondo giovanile. Inoltre, ogni giovedì dalle 17,30 alle 19,30 fanno dei piccoli lavori in preparazione al Natale.

Mercatino di Natale. Un bel gruppo di parrocchiani, tra cui i ragazzi della Cresima, si sta adoperando per preparare il “mercatino di Natale”, con oggetti di ogni tipo (sciarpe, mantelli, tovaglie, candele, addobbi natalizi…) confezionati a mano. Il ricavato sarà utilizzato per aiutare i poveri della parrocchia nei loro bisogni primari. Il mercatino sarà aperto nelle domeniche 14 e 21 dicembre e poi nei locali della parrocchia durante le vacanze natalizie.

Presepe di S. Agostino
. P. Benedetto, con l'aiuto di alcuni giovani, sta allestendo un grande presepe, completamente rinnovato. Sarà inaugurato la vigilia di Natale, dopo la Messa di mezzanotte. Sarà una graditissima sorpresa per i bambini e le famiglie di Gubbio e per tutti i visitatori della nostra città.


 

   

Cosa succede dietro quel telo bianco?

di Francesca Canella

Mi sembra doveroso mettevi al corrente dei lavori di restauro che stanno interessando i dipinti dell'abside e dell'arco trionfale della vostra Chiesa.
Dopo un'attenta e meticolosa pulitura della superficie pittorica, abbiamo riscoperto i colori originali impiegati dal pittore eugubino Ottaviano Nelli agli inizi del 1400 negli affreschi che raffigurano le storie della vita di S.Agostino e il Giudizio Universale, affreschi che sia il tempo che le vicende storiche avevano contribuito a rendere poco apprezzabili ai nostri occhi, pur essendo stati eseguiti con l'intento di guidare il fedele nella preghiera e nel suo percorso di fede; abbiamo altresì riportato alla luce finestre e nicchie, chiuse e nascoste in passato, che contribuiranno anch'esse ad avvicinarci il più possibile all'unità originaria dell'opera.
Siamo ora impegnati nella fase conclusiva del nostro lavoro, probabilmente anche la più impegnativa, ovvero la ripresentazione estetica che consiste nell'integrazione pittorica delle numerosissime e diffuse parti mancanti, dove ciò sarà possibile, per consentire a voi una lettura completa di questo importantissimo ciclo di affreschi.
Approfitto di quest'occasione per ringraziare tutti voi, e soprattutto il vostro parroco Padre Giustino, per l'infinita disponibilità e straordinaria partecipazione che ci aiutano quotidianamente nel lavoro e non ci fanno sentire soli, anzi accrescono in noi il desiderio di poter contemplare da terra, tutti insieme e al più presto, non solo questi bellissimi affreschi ma anche la croce che vorremmo riposizionare nella sua più probabile collocazione, sospesa sopra l'altare.
Ora parlo in prima persona: è la prima volta che mi trovo a lavorare in una chiesa dove la gente partecipa così sentitamente alla vita della parrocchia e vi confesso che tante sere, forse disturbandovi, mi trattengo un po' di più a lungo perché mi fa un immenso piacere continuare a lavorare in compagnia della vostra preghiera.
   


 

   
Le parole chiave della fede 

LA PARUSIA

di Luigi Girlanda

In questo tempo di Natale è facile cadere nell'equivoco di ritenere la religione cristiana orientata essenzialmente al passato. Si è cristiani, secondo alcuni, perché nel presente si fa memoria di un fatto del passato: la nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Molti dimenticano che, accanto alla dimensione del passato e del presente, per il cristianesimo è fondamentale l'attesa di un evento futuro: la parusia. Questa parola, quasi sempre ignorata dagli stessi cristiani, indica una delle più importanti verità di fede del cattolicesimo: il ritorno di Gesù Cristo alla fine dei tempi. La storia dell'umanità, cioè, non finirà per una sorta di estinzione del genere umano, come è successo per i dinosauri, ma perché un bel giorno (potrebbe essere un qualsiasi giorno della nostra stessa vita terrena) Gesù ritornerà nella sua gloria, cioè nel suo splendore divino. Ci sarà quindi una seconda venuta, definitiva, di Gesù. Tutti gli uomini - di qualunque epoca storica, di qualunque religione, di qualunque parte del mondo - vedranno che Gesù è il Signore, il Re dell'universo, l'unico vero Dio, Colui al quale tutto è stato sottomesso. Scopriranno allora che egli è la Verità, che non esiste altra salvezza che nel suo infinito amore perché Egli stesso è l'Amore e sentiranno l'infinita dolcezza di essere abbracciati da Lui. Quel bambino che, disteso sulla mangiatoia, ci commuove il cuore a Natale, è anche l'uomo che morirà in croce per tutti noi e che, risorto e salito al Cielo, ha promesso di ritornare ancora per dare compimento definitivo all'opera della nostra salvezza. Nel tempo d'Avvento, ricordiamo certo l'attesa della sua prima venuta nel mondo, ma aspettiamo anche con trepidazione il suo ritorno definitivo. Quando cioè tutte le lacrime dei nostri occhi saranno asciugate, non esisterà più la sofferenza, il dolore, la malattia e la morte. Durante la messa diciamo: annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell'attesa della tua venuta. Ci rendiamo ancora conto di questa verità fondamentale della nostra fede? Aspettiamo ancora Gesù come facevano i primi cristiani? Abbiamo dimenticato forse che il cristianesimo è anelito verticale, è sguardo verso il Cielo con l'intento di scrutare i segni del ritorno di Gesù? Il cristianesimo senza la dimensione verticale si riduce a semplice sociologismo, a manuale del buon operatore sociale, a galateo delle buone maniere e dei buoni sentimenti, a sterile ideologia dell'impegno mondano.
Tutte cose nobili, per carità! Ma profondamente diverse dal cristianesimo… 

 


 

   
 

L'ALTARE DELLA PATRIA

di un parrocchiano

Oltre tre ore di fila fuori dell'Altare della Patria per onorare la memoria dei Carabinieri, dei soldati e dei civili italiani caduti in Iraq nell'attentato dello scorso novembre. Una moltitudine di persone che, unita da un comune sentimento di pietà, compostamente ed in un silenzio irreale (si udiva solo lo scroscio dell'acqua delle fontane) si è riversata su Roma da tutta Italia per mostrare affetto e vicinanza ai caduti ed ai loro familiari.
Quelle ore sotto gli enormi tricolori a mezz'asta sono volate nel soffermarsi sugli sguardi sinceramente sofferenti di tante persone, tra loro così diverse, ma accomunate dal medesimo dolore. Il tempo è passato veloce nel contribuire a far girare di mano in mano mazzi di fiori e biglietti, nella recita del rosario sgranando gli acini delle coroncine distribuite dai militari dell'Arma.
Tra i commenti e le sensazioni una ragazza rispondeva ad un'amica che faceva paragoni con le resse dei concerti: ”si, ma qui ci sono altri motivi”; ed un ragazzo, di fronte allo scoramento per i tempi di attesa: ”comunque è proprio bello esserci”.
Quella folla, finalmente, non era divisa da lacerazioni politiche, ma sofferente con chi soffriva, unita nel pianto a chi piangeva.


 

   

IL PENSIERO DI SANT'AGOSTINO

di Francesco Piccotti 

Il precedente articolo su sant'Agostino finiva così: il suo messaggio è ancora un monito e una speranza per l'umanità. Ma qual è questo messaggio, che cosa dice sant'Agostino? Cerchiamo insieme di conoscere e studiare questo pensiero prendendo spunto dalla lettera apostolica Augustinum Hipponensem, che Giovanni Paolo II ha dedicato al nostro santo. Iniziamo dalla conversione che fu quella di un grande pensatore che amò perdutamente la verità e volle possedere ad ogni costo la verità dell'amore. La Lettera Apostolica fissa tre momenti salienti della sua conversione: la fede, la grazia, il monachesimo. La fede che ne placa il tormentato pensiero con la luce della verità; la grazia che nel Cristo maestro e redentore gli dona la forza di arrivare a Dio; il monachesimo che gli permette di aderire totalmente alla sapienza eterna.
Esaminiamo questi punti da vicino:
1. - La fede. Agostino inizialmente commise degli errori nell'impostazione delle relazioni tra la ragione e la fede, quasi che si dovesse scegliere tra l'una e l'altra; ma poi comprese bene che ragione e fede sono due forze destinate a cooperare insieme per condurre l'uomo alla conoscenza della verità. Comprese che la fede per essere sicura richiede un'autorità divina, che questa autorità non è altro che quella di Cristo, che l'autorità di Cristo si ritrova nelle Sacre Scritture, garantite dal magistero della Chiesa Cattolica;
2. - La Grazia. I Platonici avevano insinuato ad Agostino l'errore del naturalismo, secondo cui l'uomo giunge a Dio con le sue forze. Agostino si accorse (si veda l'esperienza dell'estasi - Confessioni 7,17,23) che ciò non è possibile. Si pose apertamente il problema e lo sciolse immergendosi nella lettura di san Paolo, dove trovò Cristo non solo come supremo Maestro, ma anche come Mediatore unico, Redentore Universale, fonte di grazia. La grazia invocata con umiltà dall'uomo peccatore, permette di raggiungere la meta che la fede propone. “Avevo udito parlare sin da fanciullo scrive - della vita eterna, che ci fu promessa mediante l'umiltà del Signore Dio nostro, sceso fino alla nostra superbia.”
3. - Il Monachesimo. Il suo cammino però non era ancora concluso. In realtà nell'animo di Agostino rinacque un antico proposito, quello di abbandonare ogni speranza terrena per abbracciare con tutte le potenze dello spirito la Sapienza immortale. Era l'ideale monastico, che visse dalla conversione a 33 anni di età, fino alla morte. 


 

    
 Notizie

  

a cura della Redazione 

CONSIGLIO PARROCCHIALE AFFARI ECONOMICI
Nella nostra parrocchia di S. Agostino è pienamente attivo il Consiglio per gli affari economici, che predispone i bilanci annuali da sottoporre alla diocesi, gestisce le risorse disponibili e ne cerca di nuove per il bene di tutta la comunità ecclesiale.
Questi i membri:
1. P. Giustino Casciano parroco - presidente
2. Giampiero Bedini consigliere e verbalizzatore
3. Anna Maria Brugnoni segretaria e rappresentante presso l' istituto diocesano
4. Alessio Donati consigliere
5. Mario Franceschetti consigliere
6. Claudio Frondizi consigliere
7. Rita Pannacci consigliere
8. Francesca Pauselli consigliere

 

AUGURI AL NEO VESCOVO P.GIOVANNI SCANAVINO
P. Giovanni Scanavino superiore degli agostiniani d’Italia è stato nominato vescovo di Orvieto - Todi. L’ordinazione episcopale è prevista per il 27 dicembre ore 16.00 nel duomo di Orvieto. La nostra parrocchia gli augura ogni bene ricordandolo nella preghiera.


 

   
Tour in Chiesa 

L'ADORAZIONE DEI PASTORI

di Lamberto Padeletti

In questo tempo di avvento, in preparazione al Natale, non potevamo non andare alla ricerca in chiesa di un dipinto che ricordasse l'evento salvifico della nascita di Gesù. Ed abbiamo trovato, ubicata nella settima cappella a sinistra per chi entra in chiesa, la tela che raffigura il Presepe e l'adorazione dei pastori.
E' un dipinto che potrebbe risalire ai decenni iniziali del XVI secolo; non si conosce con certezza l'autore. La scena raffigurata è ambientata dinanzi ai ruderi di un edificio: in primo piano, al centro, si trovano la Vergine Maria e San Giuseppe rivolti verso il Bambino Gesù adagiato su una culla impagliata; ai lati, sono invece visibili i pastori che portano doni e sono in adorazione del Verbo fatto carne.
Ed è proprio questo atteggiamento di adorazione dei pastori che noi, oggi, dovremmo assumere quale chiave di approccio e di lettura dell'evento dell'incarnazione del Verbo di Dio. Con la venuta nella storia della seconda Persona della Trinità, l'uomo non è più solo ma può contare sulla compagnia di Dio. Ma vi è di più!
Questa compagnia divina, espressa nella storia da Gesù durante la sua vita terrena e poi dalla sua chiesa nel corso dei secoli, è diretta a farci scoprire la verità ultima della nostra esistenza: siamo di Dio e la nostra vita è orientata verso l'abbraccio finale con Lui, ben rappresentato dal ritorno a casa del figliol prodigo nella famosa parabola evangelica.
In altri termini, è l'atteggiamento di adorazione che ci consente di illuminare il mistero del Natale del Signore che san Giovanni, in un passo del suo vangelo, descrive così: ”Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna” (3,16). 


 

    

Un aiuto per gli affreschi
della nostra Chiesa

a cura della Redazione

In chiesa si stanno facendo lavori di restauro agli affreschi di Ottaviano Nelli; il grandioso giudizio universale e le belle storie della vita di S. Agostino stanno per ritornare al loro antico splendore. La parrocchia di S. Agostino ha ricevuto dalla regione Umbria un finanziamento di € 577.770,18.
Poichè questo finanziamento non copre le spese per il restauro pittorico, la fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, su nostra richiesta, ci ha concesso uno stanziamento di € 70.000,00.
Ora facciamo appello a tutti i parrocchiani perché per completare il restauro abbiamo bisogno di circa € 40.000,00.
Vorremmo poter ricollocare al centro dell'abside, sospeso in aria, il grande crocifisso che ora si può ammirare ancorato al ponteggio del cantiere. L'inaugurazione è prevista per la vigilia della domenica delle Palme, il 3 Aprile 2004. Per questo Natale chiediamo alle famiglie un gesto di generosità per gli affreschi della parrocchia.

Modalità per contribuire: offerta consegnata direttamente in parrocchia o bonifico bancario sul ccb 20321 presso Banca dell'Umbria 1462 spa filiale di Gubbio, abi 06235, cab 38480 intestato a “Parrocchia S. Agostino - Gubbio”. Per le ditte e le imprese l'offerta è detraibile.


 

   
Cristiano, dì qualcosa di Chiesa

NATALE: un insegnamento sull'aborto 

a cura della Redazione

 

E' ormai giunto un altro Natale, il venticinquesimo da quando è entrata in vigore la legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza. Quale tempo migliore per riflettere su una delle piaghe più dolorose del nostro tempo. Il Natale di nostro Signore Gesù Cristo fa tornare alla mente i ricordi della nostra infanzia ed è per tutti un evento gioioso e di straordinaria dolcezza: la nascita dal grembo di una donna di un bambino che è il Figlio di Dio e, pertanto, Dio. Tanti grembi, purtroppo, non hanno portato a compimento una vita, non hanno dato i natali ad un nuovo essere umano. I dati del Ministero della Salute parlano per l'Italia di oltre quattro milioni di aborti in 25 anni. In Italia, la nefasta legge 194 non ha fatto altro che legalizzare un omicidio. L'aborto è questo e non altro; ce lo ricorda Giovanni Paolo II nell'Evangelium Vitae quando scrive: “occorre il coraggio di guardare in faccia alla verità e di chiamare le cose con il loro nome senza cedere a compromessi di comodo (…). La gravità morale dell'aborto procurato appare in tutta la sua verità se si riconosce che si tratta di un omicidio” (EV 58). Il Papa ricorda inoltre che l'essere umano, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, è da considerarsi persona fin dal momento del concepimento (cfr. EV 60). Anche il Concilio Vaticano II ha condannato con grande severità l'aborto: “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto, come l'infanticidio, sono abominevoli delitti” (Gaudium et Spes 51). Alla luce di questi inequivocabili insegnamenti della Chiesa, possiamo restare indifferenti di fronte a questa immane strage di innocenti? A volte verrebbe davvero la voglia di correre negli ospedali per gridare il nostro no! Occorre ribellarsi a questa logica della morte. L'aborto procurato è colpa così grave che la Chiesa lo punisce con la massima pena: la scomunica. Il nuovo codice di diritto canonico del 1984 ribadisce che “chi procura l'aborto ottenendo l'effetto incorre nella scomunica latae sententiae” (can. 1398), cioè automatica, per il fatto stesso di aver commesso il delitto (cfr. CCC 2272). Purtroppo, non mancano anche dei cristiani che ritengono giusto che in uno stato laico ci sia una legge per legalizzare l'aborto. Per fare chiarezza su questo tema così delicato, lasciamo ancora una volta la parola al Papa: “nel caso di una legge intrinsecamente ingiusta, come è quella che ammette l'aborto o l'eutanasia, non è mai lecito conformarsi ad essa, né partecipare ad una campagna di opinione in favore di una legge siffatta, né dare ad essa il suffragio del proprio voto” (EV 73). Bisogna fare attenzione in ogni caso a salvaguardare uno dei principi ispiratori dell'azione pastorale della Chiesa: condannare senza compromessi il peccato, ma usare sempre misericordia verso il peccatore. Valgono in proposito le parole che il Papa rivolge alle donne che hanno fatto ricorso all'aborto: “La Chiesa sa quanti condizionamenti possono avere influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s'è trattato di una decisione sofferta, forse drammatica.
Probabilmente la ferita nel vostro animo non s'è ancor rimarginata. Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l'avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore” (EV 99).
  

 

   

Il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale

Nella domenica di Cristo, Re dell'universo, sono stati presentati alla comunità parrocchiale di S. Agostino i membri del nuovo Consiglio Pastorale. P. Giustino, il parroco, durante la S. Messa ha consegnato a ciascuno una copia del Catechismo della Chiesa Cattolica, chiedendo a tutti i consiglieri fedeltà al magistero della Chiesa e impegno attivo nella missione evangelizzatrice.
Nell'incontro mensile di dicembre il Consiglio Pastorale ha delineato il programma della propria presenza e della propria azione all'interno della nostra parrocchia e della nostra città.

    

Membri di diritto
1. P. Giustino Casciano                 parroco - presidente
2. P. Benedetto Albertini               viceparroco
3. P. Antonio Menichetti               sacerdote
4. Don Araldo Vispi                     diacono

Membri eletti dalla comunità
5. Luciana Meneghello                 segretaria
6. Emma Barbetti
7. Enrico Minelli                          vicepresidente
8. Carlo Pierotti
9. Francesca Palazzari             consigliere di presidenza
10. Rodolfo Rughi
11. Francesco Piccotti
Membri scelti dai gruppi
12. Giampiero Bedini    Affari Economici e Consiglio Pastorale Zonale
13. Anna Maria Biraschi               Azione Cattolica
14. Lina Ciociola                          Pastorale familiare
15. Adamo Fanucci                      Caritas parrocchiale
16. Luigi Girlanda                         Catechisti - consigliere di presidenza
17. Samuele Maranghi                  Pastorale giovanile
18. Lamberto Padeletti                 Giornalino parrocchiale
19. Giuliano Pierucci                     Centro Aiuto alla Vita
20. Rosa Ponzo                            Ministri Comunione e Parola
21. Claudio Tironzelli                    Scouts

Membri scelti dal parroco
22. Mauro Fiorini                         Consiglio Pastorale Zonale
23. Giuseppe Lepri
24. Fabio Menichini
25. Elisabetta Monacelli

    


 

   

Gli SMS della fede

a cura di Fabio Vantaggi

Chi vuol essere amato
bisogna che faccia
vedere che ama