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Aprile 2004 - n. 5 |
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In Copertina |
di Padre Giustino - parroco |
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Pasqua vuol dire passaggio, cambiamento. La festa più grande per i cristiani è la Pasqua di Gesù, il suo passaggio da questo mondo al Padre, un passaggio doloroso di morte e sepoltura, che sfocia nell’immensa gioia della resurrezione. S. Agostino esclama: “Nella morte di Cristo morì la morte”. La pasqua per ogni cristiano è il Battesimo; la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte diventa la nostra vittoria. Tutti siamo rinati nel fonte battesimale. La pasqua di S. Agostino: Sabato santo notte del 24 Aprile 387 d. C. Il vescovo di Milano S.Ambrogio lo battezza e Agostino, trentatrenne, completamente nudo, nasce come creatura nuova, innamorato di Dio e deciso a servire Lui solo. Cari parrocchiani buona Pasqua insieme a S. Agostino. |
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Il Parroco risponde |
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Che cosa è la vocazione? Come si manifesta e in cosa consiste? Come mai nel mondo le vocazioni
stanno diminuendo?” (E.P. - un ragazzo di Gubbio) Carissimo, rispetto il tuo desiderio di firmarti solo con le iniziali; immagino che, altrimenti, a scuola “gli amici” ti porterebbero in giro per qualche settimana... Ma, veniamo alle tue domande. |
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| Succede in Parrocchia |
ADOZIONI KOSOVO |
di Luca Uccellani |
| La nostra Caritas parrocchiale partecipa per il secondo anno al progetto “Adozioni a distanza” per i bambini del Kosovo. Le adozioni (5) sono sostenute da un gruppo di famiglie. Ci sono inoltre oltre 15 adozioni sottoscritte da singole famiglie della parrocchia direttamente presso la Caritas Diocesana (le adozioni totali sono oltre 70). La nostra diocesi è legata da quasi cinque anni al Campo delle Caritas dell’Umbria che si trova
nel comune di Klina, in Kosovo. Quella del Campo è una presenza preziosa di vicinanza alla gente. Grazie anche all’aiuto arrivato da Gubbio sono avvenuti tanti piccoli miracoli: la ricostruzione delle case distrutte dalla guerra, l’aiuto alle famiglie, ai malati, le adozioni, la costituzione della cooperativa agricola. In mezzo a un popolo ancora lacerato dall’odio, il Campo ha fatto interrogare molti giovani kosovari e ha fatto del bene anche a noi italiani, a chi ha potuto passarci qualche tempo e a quelli che da qui hanno deciso di dare una mano. Chi volesse unirsi al gruppo che sostiene le adozioni può contattare il direttore della Caritas parrocchiale, Adamo Fanucci.
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| L'angolo della Parola |
... QUAND'ERA ANCORA BUIO ... |
di Suor Renata Stefania - Monastero SS.Trinità |
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Quel buio che si fece da mezzogiorno fino alle tre, quando la Luce venne fissata sulla croce, come sta scritto: “la luce rifulse nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno ’bloccata’”. Non è possibile imprigionare il Sole in un sepolcro, nessuna pietra al mondo può trattenere la forza esplosiva della Vita. Maria ancora non lo sa, ancora è buio nel suo cuore. Ma nonostante ciò si reca al sepolcro, spinta dalla nostalgia di una Luce già vista. Anche se la crede spenta, il ricordo è abbastanza luminoso per guidare il cammino. È un po’ così la nostra vita. Importante è non perdere la memoria, non dimenticare le situazioni, i momenti, le persone che ci hanno fatto intuire la Luce. Quand’è ancora buio nella nostra vita, quando non vediamo chiaro, quando la paura anima le ombre, quando l’umanità stanca vorrebbe continuare a dormire, bisogna mettersi in cammino e pazientemente attendere, strada facendo, il lento e silenzioso sorgere del Sole. L’occhio si prepara un po’ alla volta a contemplare il Suo splendore. Altrimenti la Luce ci sorprende come un ladro e sembrerà un tormento al nostro sguardo assopito. Quando è ancora buio, come il canto dell’usignolo bisogna innalzare l’insistente supplica perché il desiderio di Lui ci tolga il sonno, ci riempia l’anima di brucianti lacrime, finché saremo consolati dalla Sua voce amica che ci chiama per nome… |
| Spesso, dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, i ragazzi non vogliono più continuare quello che è il cammino spirituale ormai avviato, sostenendo che già andare a Messa è pesante e ciò basta. Ritengono infatti che la religione sia una “palla al piede”, una scelta vincolante, che va a invadere e a volte a sottomettere la loro libertà di fare qualunque cosa. Questa è l’età in cui i ragazzi vogliono infatti essere liberi di vivere la vita a modo proprio, o meglio, secondo gli schemi imposti dalla società odierna. A questo punto ci chiediamo: ma questi schemi non sono essi stessi dei vincoli? Ebbene sì, anch’essi sono dei vincoli e ben più grandi di quello costituito dal frequentare il “dopocresima”. Questi schemi dettati dalla società odierna spesso sono fonte di gravi disagi psicologici e fisici (aggressività, anoressia, bulimia, senso di inadeguatezza, depressione ecc.) e inoltre spingono a ricercare il rischio e il brivido. Così ci si allontana sempre di più dai principi morali e religiosi riconfermati nella Cresima. Per evitare questo smarrimento, ma anche per far parte di un gruppo dove divertirsi e parlare continuando il cammino religioso, molti di noi hanno scelto il “dopocresima”, considerandolo non una “palla al piede”, ma un’occasione di compagnia, divertimento e insieme di crescita morale e spirituale.
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| Le parole chiave della fede |
LA RISURREZIONE DAI MORTI |
di Luigi Girlanda |
| Ogni domenica, durante la recita del Credo, ripetiamo queste strane parole: “aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Molto probabilmente pochi cristiani sanno bene cosa significhi questa espressione; eppure si tratta di uno dei pilastri della fede cattolica. Nessun’altra religione al mondo propone una speranza così grande a tutti gli esseri umani: il nostro corpo è destinato a risorgere, non rimarrà sempre nel sepolcro.
La putrefazione del cadavere dei nostri cari non è l’ultimo atto della loro esistenza. Alla fine dei tempi, quando Gesù tornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, le anime di tutti gli esseri umani, di qualunque epoca storica e di qualunque religione, riprenderanno il corpo, risorgeranno con la carne e saranno per sempre ricongiunte al loro elemento materiale. Aspetto la risurrezione dei morti: vuol dire che rivedrò le persone che ho amato e potrò riabbracciarle, con un vero e proprio corpo. Non dobbiamo credere che per un cristiano solo l’anima sia un elemento degno di vivere per sempre. L’uomo è un composto inscindibile di anima e corpo. Il Dio Amore di Gesù Cristo non ci salva a metà (solo l’anima), ma ci offre una salvezza integrale. Anche il nostro corpo è destinato a incontrare il Signore e a vivere per sempre felice insieme a Lui e a tutti i nostri fratelli. Questa grande verità della nostra fede è espressa bene nella liturgia delle esequie, quando la cassa viene incensata, proprio per significare che il corpo è qualcosa di santo, da non disprezzare, perché destinato all’incontro con il Dio della vita. Lo esprime bene anche un canto che spesso viene eseguito ai funerali: “io credo risorgerò, questo mio corpo vedrà il Salvator…”. Con la fede nella risurrezione dei morti ci troviamo al cuore della religione cattolica. Non è un optional. È una verità centrale della fede. Se non la si crede non si è più cattolici. Si perde cioè la più grande ricchezza che un uomo possa avere: far parte dell’unica, vera chiesa di Cristo, che conserva fedelmente la verità ultima sul nostro destino eterno.
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Un dibattito per capire il processo di Gesù |
a cura della Redazione |
Ci siamo quasi… Tra pochi giorni, precisamente il 7 aprile (mercoledì santo) anche in Italia avremo la fortuna di poter vedere al cinema il film evento dell’anno
“The Passion of the Christ” di Mel Gibson. La nostra parrocchia sta organizzando, insieme al gruppo di adulti della catechesi del venerdì sera (la “Scuola della fede”) un pullman per andare a vedere in anteprima il film a Perugia. I più alti esponenti della chiesa cattolica che hanno visto la pellicola, hanno affermato che ci troviamo di fronte a un capolavoro,
un film che permetterà di comprendere a fondo il significato redentivo della passione e morte di nostro
Signore. Eppure, non sono mancate infinite polemiche circa la violenza delle immagini e il presunto antisemitismo del film. Sembra quasi che questo film possa far riemergere l’accusa di deicidio rivolta al popolo ebraico.
La redazione del giornalino, proprio per venire incontro alle esigenze di chiarezza e verità di tutti i cristiani spaesati dal mare di critiche rivolte al film, organizza una
“serata dibattito” per conoscere bene e discutere sul processo di Gesù. Cercheremo di analizzare a la verità sul processo di Gesù quale emerge dai racconti evangelici, avva-lendoci anche di immagini tratte dai precedenti film sul Cristo.Vi aspettiamo domenica 4 aprile (domenica delle palme) alle ore 21 presso i locali della parrocchia. |
| Cristiano dì qualcosa di Chiesa |
NEW AGE |
di Stefano Maria Rizzi |
| La natura non appartiene all’uomo: è l’uomo che appartiene alla
natura. Da Coppo, uno dei cartelli illustranti le bellezze del bosco riporta questa frase assolutamente falsa che la dice lunga su quanto l’influsso della cultura new age permei ormai tutta la nostra società. La new age non è una religione, ma una filosofia che investe tutti i campi della nostra vita. E’ per questo che è particolarmente difficile identificarla… ed evitarla. Non ammette alcun tipo di regola o divieto, ma si basa sul principio per cui tutto è permesso, a patto che l’individuo si senta bene con se stesso e con gli altri e non leda l’altrui felicità. Tutto è relativo, non esiste una verità, ma tante verità. Una religione vale l’altra: l’importante è che porti al benessere spirituale e fisico e non comporti alcun tipo di costrizioni o sacrifici. Dio è in tutte le cose e, quindi, in tutta la natura; io sono nella natura, quindi anch’io sono Dio. Tutti questi teoremi ricavati pescando qua e là tra le varie filosofie orientali, senza tralasciare quel pizzico di cristianesimo che legittima il tutto agli occhi di noi occidentali, sono alla base del relativismo sincretistico di questa filosofia del nulla dove la misura si è persa ed il peso (ricordate le vecchie stadere?), non avendo alcun punto di riferimento, non è più valutabile. Una simile “dottrina” è palesemente contraria ai principi cristiani; ecco allora che l’amore gratuito e totalizzante è sostituito da quello fine a se stesso; l’offerta della sofferenza e del sacrificio non ha valore alcuno; il perdono non è più un atto d’amore, ma una liberazione interiore; Gesù Cristo non è più il figlio di Dio, ma un profeta che morì in tarda età solo dopo aver sperimentato le bellezze delle filosofie tibetane…! Molti cristiani restano ipnotizzati da questa -per certi versi affascinante- nebbiolina soporifera che tutto avvolge, penetra e si insinua in ogni dove, al punto da non farci più riconoscere Gesù come unica via di salvezza, al punto da farci perdere di vista il fatto che l’uomo fa parte della creazione e non della natura e che l’uomo, unica creatura ad immagine e somiglianza di Dio ha avuto da Lui il compito di soggiogarla, dominarla, insomma di fruirne liberamente e responsabilmente, nel rispetto di essa in quanto bene all’uomo affidato. Se Gesù Cristo non è più il centro della mia vita; se l’uomo non è la creatura più importante del creato; se la natura panteistica della new age mi fa vedere le bellezze del creato non più come nate dalla mano amorevole e creativa di Dio, ma come dio presente in ogni più piccola parte della materia, ecco allora che si spiegano le credenze nelle false proprietà terapeutiche dei fiori di Bach, della cristalloterapia, dell’aromaterapia, dell’agopuntura, dell’omeopatia, della stessa soave musica newage. L’uomo del 2000 cerca nuove strade di spiritualità inseguendo credenze, magia, teorie strampalate, e volge le spalle all’unico Dio, fattosi uomo in Gesù Cristo morto e risorto per aprirci le porte dell’unica eterna felicità. Buona Pasqua. |
| Esperienze di vita |
UN AVVENIMENTO CHE CAMBIA LA VITA |
di Sonia Petrini |
| Mi è accaduto qualcosa di grande che, se dimenticassi tutto il resto, quello non lo potrei dimenticare…” con questa sintesi di una frase di Kierkegaard posso definire l’incontro con Cristo fatto a 16 anni. A circa 11 anni poco dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima abbandonai lentamente la Chiesa: il messaggio che avevo raccolto da anni di catechismo era una serie di impedimenti e di doveri che cozzavano con la voglia di divertimento, di trasgressione che si ha in fase adolescenziale. Perché continuare a far entrare Cristo nella mia vita quando era una cosa in più? Così censurai Cristo e la sua Chiesa. Ma tanti avvenimenti turbavano la mia crescita suscitando in me domande e desideri sul senso della vita -della mia vita-, sul desiderio di una felicità duratura, di rapporti affettivi non condizionati dall’impulsività, di essere in pace con me stessa e con il mondo. Un turbinio di insoddisfazioni, una ricerca disperata di serenità, un senso di vuoto dentro, ai quali non riuscivo a dare un nome, una spiegazione su perché usassero tanta prepotenza nel voler entrare nel mio cuore. All’improvviso un’amicizia con una ragazza che, senza interesse, con amore, con disponibilità costante, si preoccupava di me, mi faceva compagnia, mi invitava a trascorrere con lei e con i suoi amici dei pomeriggi, delle domeniche mi ha stupito e incuriosito. Quando stavo con lei il mio cuore era in pace, mi sentivo amata da tutti. Non avevo più paura delle domande che mi ponevo, anzi le sentivo come addolcite, perché era come se avessero una speranza: era come se potevo gridarle a tutti in quanto avevo davanti qualcuno che mi avrebbe risposto. Ma chi era questo qualcuno? Perché una ragazza, comparsa come un dono inaspettato, era in grado di farmi stare così bene? Approfondendo questo rapporto è emerso il volto vero di questa amicizia salvifica: Cristo, Dio fattosi compagnia all’uomo, fattosi compagnia a me in un modo coinvolgente, totalmente rispondente alle mie esigenze. Cristo per riconquistarmi si è manifestato attraverso un incontro semplice, nel quotidiano; leggendo poi il Vangelo ho scoperto che a me era toccata la stessa modalità di Giovanni, Pietro, Andrea (cfr. Gv 1,35-42). Non mi chiedeva di assumere atteggiamenti particolari, ma semplicemente di lasciarmi amare e di accettare che la risposta all’esigenze del mio cuore è solo Lui e senza di Lui viene meno quella promessa di felicità terrena (il centuplo quaggiù) che mi rende in questo momento felice di amare, felice di essere nata, certa che ogni mio limite non è l’ultima parola sulla mia esistenza. “Seguimi….” , questa è l’unica proposta di Cristo. L’incontro di 18 anni fa continua attraverso la vocazione del matrimonio e l’adesione alla Chiesa imparata nell’esperienza del movimento di Comunione e Liberazione. |
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UNA STORIA PER PENSARE... |
Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trottorellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia. L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione: “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”. Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”. Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”. “Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!” rispose l’anfora.”Hai visto? E tutto questo solo grazie a te” disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li annaffi ogni giorno”. La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì morire di gioia.Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, Dio sa fare meraviglie con le nostre imperfezioni...
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Gli SMS della fede |
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a cura di Fabio Vantaggi |
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La vendetta del vero cattolico |