Novembre 2004 - n. 7


In Copertina

Un saluto da Padre Giustino

L'angolo della Parola: La vera pace

Qualcosa da leggere - Qualcosa da vedere

Inchiesta: Il nuovo parroco - Le parole di chi l'ha conosciuto

Succede in parrocchia: L'Associazione Sportiva S.Agostino

Le parole chiave della fede: La comunione dei santi

Approfondimento

L'intervista: Una chiesa missionaria (intervista ad Alberto Carosati)

E' ricominciato il catechismo

Cristiano, dì qualcosa di chiesa: Grazie padre Giustino!

Gli SMS della fede

I parrocchiani a Fatima


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In Copertina 

di Padre Mario - parroco

Cari parrocchiani,
lodo e incoraggio questa ottima iniziativa del giornalino parrocchiale, che dei giovani portano avanti con grande impegno ed entusiasmo.
Ritengo il giornalino uno strumento molto utile di informazione e di formazione per le famiglie della nostra parrocchia. Ed io, padre Mario, nuovo parroco di questa parrocchia di Sant’Agostino ne approfitto subito per salutare tutti e a tutti augurare ogni bene nel Signore.
Il Signore vi benedica.


 

   

Un saluto da Padre Giustino

di Padre Giustino Casciano

Carissimi fratelli e sorelle,
vi scrivo da Pavia, dove vivo nella mia nuova comunità da alcuni giorni. Sto molto bene ed ho già iniziato la missione che mi è stata affidata.
Dovete sapere che noi Agostiniani abbiamo qui a Pavia un tesoro inestimabile; nella Basilica di cui sono rettore c'è il corpo nel nostro Padre Fondatore, S.Agostino. Sì, avete letto bene, qui ci sono le spoglie del grande santo “di cui un po' tutti in occidente ci sentiamo discepoli e figli” (Giovanni Paolo II). Proprio in questi giorni l'urna con le spoglie di S. Agostino viene portata in pellegrinaggio in Vaticano dal Papa e a Roma e a Ostia a conclusione dei 1650 anni dalla sua nascita.
Qui a Pavia non abbiamo una parrocchia e quindi niente battesimi, prime comunioni, matrimoni o funerali, ma una presenza spirituale forte e discreta, affascinante e profonda che tanto bene può fare all'uomo contemporaneo. La mia missione è mettermi a servizio di questa presenza con modalità e mezzi anche da inventare con creatività e sagacia, soprattutto a favore dei giovani e degli adulti.
Qui è molto forte la realtà universitaria e dobbiamo fare qualcosa per fare incontrare Agostino e i giovani.
Con l'aiuto del Signore dovrò cercare di far conoscere di più questa Basilica di S. Agostino, ed accogliere meglio i pellegrini, i turisti, i laici e gli agostiniani che giungono a questa meta.
Carissimi eugubini grazie per quanto la Provvidenza ci ha dato di vivere e di realizzare nei miei otto anni come parroco di S. Agostino a Gubbio. Insieme a S. Agostino e la sua madre S. Monica preghiamo: “Signore donaci ciò che comandi e comanda ciò che vuoi”. Ci comandi di essere santi e di essere uniti, donaci l'unità e la santità. Carissimi un saluto fraterno a tutti e Dio vi benedica.


 

   
L'angolo della Parola 

La vera pace

di suor Renata Stefania
Monastero SS. Trinità

"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra;
non sono venuto a portare pace, ma una spada.
Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre,
la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera:
e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa".
(Vangelo di Matteo 10, 34-36)

Pace a voi” è il saluto del Risorto. “In qualunque casa entriate, prima dite: pace a questa casa” è l'insegnamento agli apostoli. “Pace agli uomini” è l'augurio degli angeli alla nascita di Cristo. 
L'apparente contraddizione dei testi biblici ci provoca a riflettere sulla sostanza della pace cristiana. Quale pace è il dono di Dio giunto a noi nella carne di Gesù Cristo, morto e risorto?
“Non sono venuto a portare la pace, ma la SPADA”. L'aveva predetto già il vecchio Simeone a Maria: “Egli è qui… segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima”. “La parola di Dio è una spada… che scruta i pensieri del cuore”, spiega la lettera agli Ebrei. Così pure nella lettera agli Efesini comprendiamo che “la spada dello Spirito è la Parola di Dio”. 
C'è quindi una pace apparente, superficiale, un vivere ignorando i pensieri del proprio cuore, uno sforzo sterile di mantenere il fragile equilibrio nei rapporti, evitando ogni conflitto… che a lungo andare ci porta inevitabilmente a tradire o tacere la verità, la sincerità, l'oggettività dei valori, l'autenticità dei sentimenti, fino a dimenticare il proprio volto. 
Ed ecco che arriva il Signore con la spada a disturbare la nostra quiete. Viene a “separare il figlio dal padre”, a salvare l'unicità dalla confusione. Viene a ricreare l'ordine nelle cose, nelle persone, negli affetti. Come in principio “separò la luce dalle tenebre, le acque del Cielo dalle acque della terra…”, trasformando il caos in bellezza, ordine. 
Questa nuova creazione incontra in noi molteplici resistenze, la Parola di Dio viene ad illuminare i labirinti dei nostri cuori feriti e di conseguenza la Sua luce rianima le ombre che spesso ci spaventano. Scoperti nell'intimità, sorprendiamo l'inimicizia annidata nei nostri cuori perfino verso i più vicini, i più cari, l'incapacità di accoglierci, di perdonarci, di amarci con rispetto e gratuità…
Se sapremo gridare a Dio dalle macerie di questo campo di battaglia, chiedendo la salvezza, la vita per noi e per gli altri, allora dopo, soltanto dopo gusteremo la vera pace, dono di Dio e con la nostra presenza semplice e trasparente sapremo costruire un mondo nuovo e la Sua pace.


 

   
Qualcosa da leggere 

a cura di Sonia Petrini

Qualcosa da vedere

L'ANNUNCIO A MARIA
di Paul Claudel

Il capolavoro di Paul Claudel. Un testo teatrale che tratta grandi e attualissime questioni: l'amore umano e divino, il sacrificio, il dramma della vita.
In contrapposizione due terne di personaggi: Violaine, la ragazza bella e felice, Pietro di Craon, il genio costruttore e doloroso, Anna Vercors, il padre saggio. E dall'altra parte: Mara la sorella gelosa che riceverà un miracolo da Violaine, il marito di Mara e la moglie di Anna, figure che rappresentano il limite umano e la presunzione di fare senza Dio. Commovente, è da leggere più volte.
RITORNO A COLD MOUNTAIN

Cold Mountain è un paesino della Carolina del Nord da dove Inman parte per combattere contro gli yankees del Nord. Inman aveva conosciuto Ada, figlia di un Pastore giunto lì per predicare.Ada attenderà il suo amato, con il quale aveva scambiato solo un bacio appassionato, aiutata da Ruby a mandare avanti la fattoria superando la disperazione.
Lui affronterà un difficilissimo viaggio. Meraviglioso l'incontro tra i due e commovente il finale dove si capisce che vale la pena che tutto sia accaduto se l'ideale è quello vero.


 

   
Inchiesta 

Il nuovo parroco

Inchiesta condotta da Flavio e Valerio Quondam Marco ed Elisabetta Farneti

Magda Migliarini
Quando iniziai il catechismo padre Mario non era il parroco, ma lo divenne successivamente. Ricordo che lo era al tempo della mia Cresima agli inizi degli anni Ottanta. Sono rimasta sempre colpita da lui: da piccola per la sua simpatia (aveva sempre la battuta pronta), da grande per la sua intraprendenza e per il suo desiderio di farci crescere nella fede. Mi ricordo che faceva venire in parrocchia i film della San Paolo e noi ragazzi trascorrevamo la domenica pomeriggio a vederli: fu un'iniziativa che mi educò molto. Quando avevo sedici anni andammo a Loreto con l'UNITALSI: pagò il viaggio a noi ragazzi perché riteneva giusto che facessimo questa esperienza. Io sono rimasta molto affezionata a lui: quando era a Perugia sono tornata a trovarlo, ora sono felice di riaverlo a Gubbio.

Napoleone Farneti
Padre Mario è stato un punto di riferimento molto importante per la comunità parrocchiale di Sant'Agostino, portando avanti la sua missione con impegno ed entusiasmo. Grazie alla sua attività si creò, negli anni Sessanta, un gruppo di ragazzi che dette vita al Movimento Giovanile Agostiniano (MGA), di cui anch'io facevo parte. La sua presenza è stata sempre utile, intelligente e discreta, e sono convinto che con i giovani di oggi saprà promuovere iniziative importanti come quelle che in passato ci hanno consentito di trascorrere momenti intensi di grande impegno ma allo stesso tempo pieni di allegria e serenità.

Rosaria Vantaggi
Ricordo Padre Mario come un parroco davvero speciale per la sua disponibilità verso i parrocchiani; infatti stava molto vicino a coloro che avevano bisogno di un appoggio nelle decisione più difficili e importanti della vita, o a quelli che stavano attraversando situazioni dolorose. Si dedicava molto anche ai giovani nel loro cammino di fede; mi ricordo che aveva persino organizzato degli esercizi spirituali per tutti i ragazzi della parrocchia che avessero voluto parteciparvi. Sono contenta che sia di nuovo a Gubbio per aiutare la nostra parrocchia a crescere e ad avvicinarsi di più a Dio e a suo Figlio Gesù Cristo.

Luciana Meneghello
Molti insieme a me lo hanno conosciuto alla fine degli anni Sessanta come guida spirituale e amico dei giovani della Parrocchia di Sant'Agostino. 
Come non ricordare le riunioni nella saletta al piano superiore del Convento per riflettere, pregare e crescere assieme, o le iniziative importanti e complesse come quella per migliorare la situazione degli anziani ospiti dell'Astenotrofio (il Gruppo dì Iniziativa per l'Anziano), i ritiri spirituali a Baccaresca e a Cascia, i momenti di allegria, le feste, le recite nel teatrino (“Geronzio in tribunale”) e la coraggiosa novità dell'introduzione delle chitarre nella Messa? Padre Mario è stato sempre disponibile, attento a non deludere gli slanci e gli entusiasmi, pieno di fiducia nei suoi giovani. A distanza di tanti anni eccolo di nuovo fra noi come parroco: lo accolgono con affetto, stima e riconoscenza quelli che hanno condiviso i momenti “forti” della propria crescita, nella certezza che tutta la Comunità avrà modo di unirsi a questi sentimenti.

 


 

   
Succede in parrocchia 

Associazione Sportiva S.Agostino

di Mauro Fiorini

In parrocchia si è recentemente costituita la associazione sportiva “Sant'Agostino”, affiliata al C.S.I. e aperta a ogni tipo di attività sportiva, sia di squadra che individuale. Oltre che dal parroco padre Giustino Casciano, tutto ciò è stato fortemente voluto anche dagli altri membri del Consiglio pastorale parrocchiale, per dare l'opportunità a tutti i giovani di impegnarsi non solo a livello socio-sportivo, ma anche in una serie di opportunità formative che altrimenti sarebbero difficilmente realizzabili. I colori sociali saranno bianco/azzurro e presto inizieranno le varie attività con l'aiuto, speriamo, di molti giovani volontari che faranno da animatori sportivi nei vari settori coadiuvati anche dal C.S.I.. Confidiamo nella protezione di sant'Agostino, affinché questa nuova iniziativa sia foriera di ulteriori momenti di alta aggregazione e di profonda gioia cristiana. Ora, non resta che iniziare!


 

   
Le parole chiave della fede  

La comunione dei santi

di Luigi Girlanda

Comprendere cosa sia la comunione dei santi non dovrebbe essere molto difficile. In fondo, come spiega il Catechismo, “la comunione dei santi è precisamente la Chiesa” (CCC n. 946). Ma il fatto è che oggi pochi cristiani sanno bene cosa sia la Chiesa, e di conseguenza spesso sfugge il significato della dottrina sulla comunione dei santi, che è una delle perle più preziose di tutto il deposito della fede. La maggior parte della gente è convinta che la Chiesa possa essere definita semplicemente come “il popolo di Dio”. L'espressione è sicuramente giusta, ma la verità sulla Chiesa la si comprende solo se a questa espressione si aggiunge anche quella di “corpo mistico di Cristo”. I battezzati, come insegna san Paolo, formano con Cristo un unico e solo corpo. Il battesimo infatti ci “incorpora” a Cristo, cioè ci fa diventare sue membra. Con il battesimo si diventa “figli di Dio”, cioè si diventa membra del corpo dell'unigenito Figlio di Dio. I cristiani sono Cristo stesso, suo corpo mistico, si rivestono della sua santità e quindi sono santi. C'è una comunione reale, anche se invisibile, tra tutte le membra che formano l'unico corpo di Cristo che è la Chiesa. Questa comunione non è infranta nemmeno dalla morte. La Chiesa è la comunione di tutti i santi, cioè di tutti i cristiani che sono in Cielo (la festa del primo novembre ricorda proprio la chiesa gloriosa del Paradiso), di quelli che ancora si stanno purificando in Purgatorio (non a caso la chiesa celebra subito dopo la festa di tutti i santi quella dei defunti) e di quelli che ancora sono pellegrini su questa terra. Per questo motivo i nostri defunti sono ancora in comunione con noi e, dal Cielo o dal Purgatorio, riescono a venire incontro alle nostre necessità in modo ancora più efficace di quando erano con noi sulla terra. E anche noi possiamo ancora fare molto per loro con la nostra preghiera, le nostre messe di suffragio, le indulgenze. C'è un legame profondissimo e reale tra noi e tutti i cristiani che ci hanno preceduto, anche se magari sono vissuti centinaia di anni fa. I cristiani devono avere il coraggio di annunciare questa meravigliosa dottrina. Spesso è l'unica speranza che resta a persone che hanno subito gravi lutti e che sono convinte di avere perso tutto. In una prospettiva di fede sono diventate “povere”, perché hanno perso l'unica ricchezza che davvero valga qualcosa, quella di conoscere, vivere ed essere parte dell'unica Verità che salva (cioè Gesù Cristo). E se i cristiani hanno dimenticato queste verità fondamentali della loro fede sono come sale che ha perduto il sapore e non riesce più a dare gusto al mondo che ci circonda. Quasi a dare conferma alle parole del cardinale Federico Borromeo a don Abbondio nei “Promessi sposi”: e se non sapete queste cose di cosa siete maestro? Qual è la buona notizia che annunciate ai poveri? 


 

    
Approfondimento 

di Silvana Biagiarelli

Noi italiani abbiamo dimostrato una particolare attitudine a banalizzare le feste in cui si celebrano i misteri particolarmente significativi della nostra fede. Ecco che adesso trionfa Halloween, importata con successo dall'America e accolta con entusiasmo anche dai più accaniti antiamericani. Abbiamo visto così che i giorni che precedono la celebrazione di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti, vedono una frenetica ricerca di zucche, lenzuola e quanto altro occorre per quella che si potrebbe altrimenti definire la “Festa dei Teschi e dei Fantasmi”. Personalmente sono convinta che la maggior parte delle persone non sono consapevoli del significato profondamente anticristiano di Halloween e festeggiano questa ricorrenza”in modo dissacrante” come se fosse una specie di Carnevale, per i soliti motivi: è di moda, lo fanno tutti, è divertente… barricandosi dietro il principio, oggi diffuso e inalienabile, che ognuno può fare quello che vuole.
Più che cercare un colpevole di questa generale disinformazione, vorrei esprimere la mia personale convinzione che ognuno di noi dovrebbe costantemente approfondire la conoscenza della propria fede. Informiamoci sul significato occulto di tale festa e poi decidiamo se adeguarci o meno a questa consuetudine.


 

   
L'intervista 

Una chiesa missionaria

a cura di Lamberto Padeletti

Intervista ad Alberto Carosati, responsabile della prima comunità neocatecumenale della Madonna del Ponte in Gubbio.

Che cos'è il cammino neocatecumenale?
La natura del cammino neocatecumenale viene definita da Giovanni Paolo II quando scrive” Riconosco il cammino neocatecumenale come itinerario di formazione cattolica, valido per la società ed i tempi moderni”. Il cammino neocatecumenale è al servizio dei vescovi, come una modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente alla fede, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II e del Magistero della Chiesa.

Qual è la qualità essenziale del cristiano?
“Gesù passando vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte e gli disse seguimi” (Lc 5,27) e di se stesso rispondendo ad una domanda disse: “mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”(Gv 4,34). Questi due brani ci dicono che è essenziale, per chi vuol essere cristiano, “seguire” Gesù, affinché s'impari ad imitarlo, per poter compiere ogni giorno la sua volontà.

Come giudichi la chiesa eugubina: in particolare, quali sono le cose buone e quelle meno buone?
Non spetta certamente a me dare un giudizio sulla chiesa eugubina o dire cosa c'è o non c'è di buono, risponderò brevemente citando solo il pensiero dei vescovi italiani: ”Cristiani non si nasce ma si diventa" ha scritto Tertulliano.
E' un' affermazione particolarmente attuale, 
perché oggi siamo in mezzo a pervasivi processi di scristianizzazione, non si può più dare per scontato che si sappia chi è Gesù Cristo, che si conosca il vangelo, che si abbia qualche esperienza di chiesa”; che fare dunque? “nella vita delle nostre comunità deve esserci un solo desiderio che tutti conoscano Cristo, che lo scoprano per la prima volta o lo riscoprano se ne hanno perduto memoria; per fare esperienza del suo amore nella fraternità dei suoi discepoli. La pastorale tesa unicamente alla conservazione della fede ed alla cura della comunità cristiana non basta più. E' necessaria una pastorale missionaria, che annunci nuovamente il vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini ed alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è possibile, bello, buono e giusto vivere l'esistenza umana conformemente al vangelo, e nel nome del vangelo contribuire a rendere nuova l'intera società. 
La pastorale missionaria è anche pastorale della santità, da proporre a tutti come ordinaria e alta missione della vita e per il fatto che è proposta a tutti non è per questo meno esigente, ne sminuisce la radicalità del vangelo”.
Lascio alla coscienza di ognuno la risposta alla sua domanda.

Come si fa a vivere da cristiani a Gubbio?
Che cosa vuol dire “vivere da cristiano a Gubbio?”. Il cristiano è cristiano sempre in ogni parte del mondo, in ogni istante della sua vita ed in ogni ambito, sia che esso sia la famiglia, il lavoro, lo sport, lo svago.
Io credo che il cristiano non possa prescindere da queste tre prerogative: annuncio del vangelo, testimonianza e preghiera.


 

    

E' ricominciato il catechismo

di Sonia Petrini

L'ora di catechismo non può essere appena insegnare o imparare qualcosa in più su Gesù e la Chiesa: le nozioni da sole alla fine stancano e annoiano. L'ora di catechismo assume una prospettiva diversa se è concepita come il fare esperienza di una amicizia, di una compagnia che non ha uguali al mondo: la compagnia di Gesù. Attraverso il catechista si incontra la strada per camminare a braccetto con Lui e farsi portare in braccio quando non ce la facciamo più (come dice un aneddoto che ho letto qualche tempo fa). Per noi che vi educhiamo a questo, è un grosso richiamo perché non possiamo non avere la voglia di farvi incontrare la risposta al desiderio di felicità, di gioia, di giustizia, di amicizia vera che alla vostra età è così naturale e semplice. E per voi ragazzi può essere una bella avventura lasciarsi coinvolgere con una proposta di questo genere: mettere a tema, sinceramente, se stessi per incontrare un amico grande che ci ama per quello che siamo. Allora, forza ragazzi si ricomincia, o si comincia per la prima volta, chiedendo a Gesù che accresca l'affezione tra noi per poter realizzare la vita come veramente la vogliamo.


 

   

Cristiano, dì qualcosa di Chiesa

Grazie padre Giustino!

di Stefano Maria Rizzi

Stavolta questa rubrica ospita un doveroso ricordo di padre Giustino Casciano, recentemente trasferito ad altro incarico. Nel contempo, colgo l'occasione per esternare al nuovo parroco padre Mario Di Quinzio tutto l'affetto e l'augurio per la sua missione in mezzo a noi.

Non c'è amore più grande di colui che dona la vita per i propri amici. Questo del vangelo di Giovanni è uno dei passi che più mi colpisce pensando al sacrificio di Gesù Cristo. L'amicizia vera, non quella di comodo o la semplice conoscenza, è senza dubbio uno dei pilastri fondanti della vita di ogni essere umano. Non è possibile concepire l'esistenza senza la presenza di qualcuno cui confidare le proprie gioie o le proprie sofferenze, qualcuno con cui condividere le proprie passioni (calcio, politica, fede, sentimenti…). Esistono trattati sull'amicizia e parecchie canzoni ne parlano largamente in senso positivo. Dio stesso, nella creazione insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica - stabilì l'uomo nella Sua amicizia; ed anche Gesù ci ha chiamati amici perché l'amicizia porta in sé i semi buoni dell'amore, della comprensione, del perdono, del sacrificio.
Padre Giustino è stato in questo senso l'amico di tutti noi della parrocchia di S. Agostino. Per molti è stato il direttore spirituale, per altri un aiuto generoso in ogni momento, per altri ancora una presenza rassicurante. Spesso lo abbiamo cercato nel cuore della notte o nelle ore più impensate per un malato in punto di morte, o chiesto il suo conforto, il suo discernimento spirituale nelle situazioni difficili della vita. Tante volte lo abbiamo chiamato per un consiglio o ci siamo rivolti a lui per una confessione risanatrice. E tutte le volte lui era lì, pronto a comprenderci, a rassicurarci, a fornirci consigli preziosi. Tanto si è prodigato per tutti e per tutto in questi otto anni fra di noi, riuscendo a coniugare grande attivismo e profonda cura pastorale di anime, senza mai risparmiare sulla propria salute. Troppo spazio richiederebbe un elenco delle realizzazioni e dei progetti che egli ha portato avanti, a volte anche con grande caparbietà, convinto della bontà del risultato finale; ci tengo a ricordarne appena due per i loro diversi significati che testimoniano l'impegno a tutto campo di questo vero uomo di Dio: la fondazione del Centro di aiuto alla vita (unico nella nostra città) e gli imponenti restauri degli affreschi. 
Caro padre Giustino, ci mancherai tanto perché hai veramente “dato la vita” per noi tuoi amici di Gubbio. Ti ringraziamo con tutto il cuore e ti auguriamo ogni bene nel tuo nuovo importante incarico presso il santuario che custodisce le spoglie di sant'Agostino.


 

   
Gli SMS della fede

a cura di Fabio Vantaggi

Non tutti possono digiunare,
fare pellegrinaggi,
donare elemosine.
Ma tutti possono amare Dio.
Basta volerlo.


 

   

I parrocchiani a Fatima