|
Maggio 2005 - n. 9 |
|
|
Speciale Referendum: Giovanni Paolo II sulla difesa della vita |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Don Luigi Giussani |
di Sonia Petrini |
|
Per conoscere altre notizie su don Giussani e CL si può consultare il sito: www.comunioneliberazione.org o richiedere alla comunità di Gubbio copie della rivista “Tracce” del mese di Marzo 2005 (rif. Frati Andrea) |
|
Speciale referendum |
La vita non è un gioco, non può essere messa ai voti |
di Mario Franceschetti |
|
Ci sono principi fondamentali ai quali ogni uomo di qualsiasi convincimento ideologico, politico e culturale dovrebbe fare riferimento nella propria esistenza. Ma oggi, come del resto in ogni epoca passata, la verità ed i principi vengono manipolati secondo l’interesse del singolo, di classi sociali, di ideologie e di mode. Oggi si ripete il carosello di sempre con il referendum del 12 e 13 giugno che vuol modificare in quattro punti la Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA). Vorrei chiarire che la legge regolamenta la fecondazione artificiale, non vietandola, ma stabilendo alcuni limiti, dato che da anni è una pratica largamente diffusa anche in Italia. Nonostante questo, non si pensi che sia una “legge cattolica”, non fosse altro perché, contrastando con l’insegnamento del Magistero cattolico, legalizza una tecnica che sostituisce l’atto coniugale. Inoltre, non è un “metodo terapeutico”, come la legge afferma, infatti non cura la sterilità e l’infertilità. L’embrione è vita, il principio di ognuno di noi, è il bambino appena concepito, ha un’anima e pertanto ha il diritto di vivere come tutti gli altri uomini. La legge stessa, all’art.1, nomina l’embrione umano come soggetto titolare di diritto, anche se poi questo principio viene in parte contraddetto negli articoli successivi che sanciscono comunque la possibilità di abortire in forza della L.194/78. Le coppie che non riescono ad avere figli devono essere aiutate e non abbandonate presso quei centri per la fecondazione i quali non informano sulle limitate possibilità di successo della tecnica, infatti solo il 15-20% delle coppie che entra in quei centri esce con un bambino in braccio, ingannate dal silenzio sulla sorte di decine di figli concepiti e condannati a morte certa. Nelle pagine che seguono riportiamo in sintesi i contenuti dei quesiti referendari e la gravità della loro portata (ndr). Vorrei concludere queste brevi riflessioni sul problema con le parole dell’Arcivescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il quale sostiene che: “Il momento storico che stiamo attraversando è uno di quelli che richiede di schierarsi, di dire con chiarezza se l’uomo è dove lui ‘dice’ di essere o, piuttosto, dove lo vogliamo collocare noi. Non ci si può nascondere o evadere dal VERO per realizzare progetti che soddisfino interessi di parte. Occorre il coraggio di schierarsi dalla parte del ‘NON VOTO’, ossia dell’uomo e della vita nascente”. |
| Speciale referendum |
No
al metodo |
| Il Comitato “Scienza & vita” dice NO all’uso stesso dei referendum su materie che sono decisive per il futuro dell’uomo. Non andremo a votare, perchè: - Il “non voto” è espressamente previsto dal legislatore. Perché un referendum sia valido, si richiede la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto. Si vuole infatti evitare di peggiorare la legge, che è già espressione della sovranità popolare. Ai promotori del referendum spetta “l’onere della prova”: dimostrare che nel Paese esiste una maggioranza di cittadini contrari alla legge. - Il “non voto”, come è già accaduto in passato, è una modalità consapevole per manifestare la propria contrarietà ai quesiti proposti. Inoltre, far mancare il numero legale è prassi normale anche in parlamento. - La legge 40/2004, pur imperfetta, è condivisibile nei suoi principi; è frutto di un lungo e approfondito lavoro parlamentare. - Lo strumento del referendum è inadeguato per intervenire su questioni complesse e finisce per banalizzarle. - I quesiti referendari, per i quali sono state raccolte le firme, sono ingannevoli: fanno intravedere, tra l’altro, la possibilità di terapie per le quali non esistono neppure le premesse o si dichiarano a favore della salute della donna, mentre produrrebbero l’effetto contrario. Non è vero che la legge: è contro la ricerca scientifica, è contro la donna e la sua salute. Ciascun referendum propone uno stravolgimento radicale in quanto vuole eliminare alcuni punti decisivi dell’attuale legge. A questo tentativo il Comitato “Scienza & vita” dice NO. Si pone l’obiettivo di divulgare e rendere fruibili tutte le informazioni inerenti al referendum e ai suoi quesiti. Dà sostegno a quanti, nel rispetto della vita, intendono difenderla. |
| Speciale referendum |
I referendum |
a cura del |
| 1. La legge 40 promuove la ricerca nel rispetto
della vita Il primo referendum è stato presentato .dai promotori: “per consentire nuove cure per malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori”: in realtà il referendum vuole introdurre la possibilità di produrre embrioni in numero superiore a quelli che verranno impiantati e di conseguenza il loro congelamento. Sugli embrioni soprannumerari si vogliono fare sperimentazioni distruttive e il referendum intende consentire anche la clonazione. La raccolta delle firme è stata effettuata partendo da un presupposto errato (possibilità di nuove cure) . Oggi non esiste in tutto il mondo un solo esempio di malattia guarita usando le cellule staminali estratte dall’embrione. Inoltre, negli esperimenti su animali, le cellule staminali embrionali si sono rivelate tendenziamente cancerogene. Le uniche terapie oggi esistenti, basate sulle cellule staminali, riguardano solo le cellule provenienti dagli adulti e dal cordone ombelicale. . Non c’è necessità di distruggere gli embrioni per ottenere nuove cure. L’approvazione di questo referendum sposterebbe ingenti risorse intellettuali ed economiche distogliendole da ricerche che hanno già portato risultati clinicamente significativi. 2. La legge 40 tutela la salute della donna e
dell'embrione 3. La legge 40 difende i diritti dei figli e
dei genitori 4. La legge 40 garantisce genitori certi |
| Speciale referendum |
Prima della Legge 40/2004 |
a cura del |
| PRIMA DELLA LEGGE la donna veniva sottoposta a un bombardamento ormonale tale da farle produrre una grande quantità di ovuli che venivano tutti fecondati. Gli embrioni così ottenuti venivano congelati e impiantati nella donna a più riprese. Gli embrioni avanzati venivano utilizzati per la sperimentazione o addirittura eliminati, nonostante la scienza e il buon senso affermino che l’embrione fin dal concepimento è già un essere umano. Noi tutti infatti diciamo: “aspettiamo un bambino” anche quando l’embrione è grande quanto la punta di uno spillo. OGGI, LA LEGGE permette di realizzare al massimo tre embrioni, da impiantare subito nella donna, evitando così il congelamento e la produzione di embrioni in soprannumero. La legge stabilisce che tutti e tre hanno diritto alla vita e che nessuno di essi può essere eliminato. Anche la salute della donna è maggiormente rispettata, perché la legge impone ai medici di intervenire con gradualità e in modo meno aggressivo. PRIMA DELLA LEGGE potevano accedere alle tecniche di procreazione artificiale anche donne anziane (le mamme-nonne), ed era possibile condurre gravidanze per conto di altri (uteri in affitto). OGGI, LA LEGGE consente la procreazione artificiale solo a coppie di adulti sposati o conviventi, di sesso diverso, entrambi viventi, in età potenzialmente fertile. PRIMA DELLA LEGGE era possibile produrre embrioni utilizzando ovuli e spermatozoi provenienti da persone estranee alla coppia e che rimanevano anonime. OGGI, LA LEGGE consente di produrre embrioni esclusivamente con gameti appartenenti alla coppia degli aspiranti genitori, garantendo al bambino genitori certi e conosciuti; rafforzando il legame di coppia, con un figlio che è tale non solo legalmente, ma anche biologicamente. |
| Speciale referendum |
Difendi la legge che tutela la vita |
a cura del |
In vista del referendum che vuole modificare alcuni punti essenziali della Legge 40/2004 sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), è nato il Comitato “Scienza & vita”. Vi hanno aderito 121 personalità del mondo scientifico, culturale, professionale, politico e associativo, credenti e non credenti, accomunate dalla volontà di impedire il peggioramento della legge 40. Questa legge è frutto di un lungo e paziente lavoro parlamentare sostenuto dall’impegno di migliaia di cittadini, scienziati, esperti ed associazioni. Essa favorisce differenti terapie per curare la sterilità e l’infertilità della coppia prima di ricorrere alla PMA; consente, laddove ogni tipo di cura sia risultata inutile, la Procreazione Medicalmente Assistita. Infine si preoccupa di tutelare i diritti degli aspiranti genitori, del concepito e la salute della donna. Oggi i sostenitori del referendum intendono stravolgere la legge 40. Il Comitato “Scienza & vita”, invece, la vuole difendere perché possa essere pienamente attuata. Per tale ragione suggerisce di non andare a votare.
|
|
Tour in Chiesa |
L'esperienza milanese |
di Lamberto Padeletti |
|
Pensieri in libertà |
dalla Redazione |
|
Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il 'non uccidere'. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere. |
| Gli SMS della fede |
a cura di Fabio Vantaggi |
|
|
La forma più alta di carità |
||