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Ignoto pittore eugubino
(Federico Brunori?),
San Matteo, Cristo e la Veronica
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Risalenti - a quanto sembra - alla
prima metà del Seicento, furono ben presto ricoperti da un velo
di intonaco. Il primo documento attualmente noto circa l'imbiancatura
delle pareti della chiesa risale al 1784.
Una piccola porzione di questi affreschi, la quale si vede ancor oggi
in fondo alla chiesa a cornu evangelii, viene riscoperta dal restauratore
Polidori attorno al 1963. Dalla fine degli anni Sessanta ad oggi si tenta
più volte, inutilmente, di rimettere in luce la decorazione pittorica
delle pareti laterali. E' il restauratore Sandro Bugatti che, per primo,
presenta nel 1969 un preventivo per lo scoprimento degli affreschi posti
sulla parete sinistra (che "da saggi fatti - come egli afferma -
hanno carattere seicentesco").
Questi dipinti, verosimilmente estesi all'intera superficie
delle pareti laterali edificate verso la fine del Cinquecento, si compongono
di inserti pseudo architettonici, ornamentali e figurati. Sul lato frontale
dei pilastri risultano dipinte delle colonne con il fusto riccamente ornato,
delimitate da motivi a grottesca ma anche da piccoli ovati con figure
di santi. Nella fronte delle archeggiature, almeno a giudicare dalla porzione
riemersa sopra la cappella del fonte battesimale, sono invece rappresentate
figure di santi, di angeli e, nella parte sommitale, stazioni della Via
Crucis (si riconosce la scena con Cristo e la Veronica). L'unica sacra
figura attualmente visibile è quella identificabile con l'evangelista
Matteo, accompagnato da un angelo con una tavola in mano su cui è
scritto "VERVNTAME(N) / NON SICVT / EGO VOLO / SED SICVT / TV / MATTHEVS
/ CAP.I XXVI".
Finora gli affreschi non sono stati adeguatamente studiati,
anche in considerazione del loro
stato. Parrebbero comunque opera di un artista locale del primo Seicento,
e la candidatura di Federico Brunori è quella più probabile
sulla base di ciò che a tutt'oggi si riesce a vedere. Si notano,
infatti, analogie stilistiche con lavori certi di questo pittore, quali
la Madonna col Bambino e due Santi (1635) conservata attualmente nella
chiesa di San Verecondo a Vallingegno. Altro, per il momento, non si può
dire: almeno fintantoché gli affreschi non verranno riscoperti
e restaurati a dovere.
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