|

Maestro Espressionista di Santa Chiara (?), Astante (part. di Crocifissione)

Facciata
dell'antica sala capitolare.
|
Sul lato sudorientale del chiostro è
visibile il grande arco ribassato, modanato e dentellato, che ornava la
facciata dell'antica sala capitolare. Sotto di esso probabilmente si aprivano
in origine altri tre archi: i due laterali delimitavano le finestre, quello
centrale l'ingresso del vano.
Sulla parete sud orientale di una delle stanze ricavate dall'antica sala
capitolare, sono visibili ancora i resti, molto frammentari, di una grande
Crocifissione a fresco risalente al XIV secolo. Il dipinto è stato
irrimediabilmente sciupato con l'aprire una finestra proprio nella porzione
di muro in cui doveva figurare il Crocifisso, e con l'erigere fondelli e
solai che hanno del tutto scompaginato il testo originario. I frammenti
superstiti si riferiscono ad alcuni degli astanti secondari (nessuna figura
si è conservata intera) e a due degli angeli che in origine dovevano
saettare attorno alla croce. L'affresco, scalabile al secondo quarto del
XIV secolo, è stato dubitativamente riferito al "Maestro Espressionista
di Santa Chiara", un anonimo pittore umbro (probabilmente eugubino)
attivo nella prima metà del Trecento, da alcuni identificato con
Palmerino di Guido, aiuto presunto di Giotto ad Assisi e padre del più
noto Guiduccio Palmerucci. Nella sala già utilizzata come legnaia
del convento, completamente restaurata, si può ammirare per tutto
l'anno un Presepe che viene rinnovato nel periodo natalizio. |